Due ore nel nulla
L'aula C di fisiologia assume spesso una tonalità grigia. Sarà la luce pallida dei neon, saranno le strutture in legno antico che la caratterizzano. Buona parte dell'effetto depressivo è generato dalla presenza di un ampio tavolo da autopsia al centro della sala, nonchè dalla austera forma a semicerchio. O forse è solo il volto degli studenti ad essere così assonnato da trasmetterti una sensazione di letargia perenne, che quasi si sposa con la duecentesima lezione sulla biofisica dei canali ionici. Si fa vivo il ricordo delle belle ore passate a studiare i comportamenti animali e l'occhio corre sempre più sovente all'orologio. Poi capita la giornata in cui questa malia si spezza e ti ritrovi anche a seguire con interesse. Oggi ad esempio c'era la prima lezione di metodi di studio del sistema nervoso. Professore giovane, piazzato, colorito pallido, fronte spaziosa, sguardo freddo. Un tipo che sapeva il fatto suo. Argomento: cellule staminali embrionali. E così passano i lucidi, uno dopo l'altro, descrivendo le varie strategie di ricerca basate sull'uso di queste cellule e veniamo a sapere ad esempio che qualcuno sta cercando di rigenerare mediante staminali embrionali i neuroni del SNC morti in seguito a patologie gravissime. Ti lascia quasi commosso una lezione come quella di oggi e alla fine quasi ti dispiace andartene. Ma la domanda di rito, quella non si nega a nessuno: "Senta, ma perchè ha spiegato tutto ciò? Tanto nessuno di noi userà queste strategie di ricerca in tempi brevi..." E il professore: "Guardi, io manco dall'Italia da parecchio, in tutti i casi le staminali embrionali, almeno quando sono partito io, potevano essere usate liberamente qualora si potesse certificare la loro creazione in Paesi Esteri, come la Svezia." In poche parole, a sentire il professore, aveva ragione Astrolabio: il referendum ha negato la possibilità di produrre cellule embrionali in Italia, non di ricercare su embrioni umani in assoluto. In poche parole si è generata una situazione grottesca paragonabile al divieto di vendita di organi provenienti da cittadini italiani, permettendo allo stesso tempo l'acquisto degli organi sul mercato cinese. Ancora peggio, dal momento che è passato l'assioma che l'embrione sia uguale alla persona, si impedisce di ricercare sugli organi di gente ammazzata in Italia, pur lasciando libera la possibilità di ricercare su quelli di gente trucidata in Cina. Ma dove hanno studiato bioetica costoro, a Disneyland? Il professore in seguito si è chiarito dicendo che la legge è stata a quanto pare corretta (o è in procinto di esserlo) rendendo il divieto di utilizzo delle staminali definitivamente totale. Evidentemente si sono accorti dell'assurdità.
Non a caso oggi ho chiesto la tesi in psicobiologia - neuropsicologia.
Come promesso, dopo aver attaccato nei
Leggendo alcune riflessioni sull'aborto emerse nei commenti ai post precedenti, voglio ora lanciare la provocazione finale, tanto per trasformare definitavamente questo buio angolo di rete in un vero e proprio inferno.
Un commento al mio precedente post mi ha riportato alla mente una serie di riflessioni sulla questione licenziamento, presenti nella raccolta di scritti rothbardiani "Diritto, Natura e Ragione" edita da Rubettino. In quel commento viene messa in discussione la facoltà da parte di un datore di lavoro di licenziare una donna incinta decisa ad abortire. In realtà la domanda si pone decisamente a monte rispetto a ciò: Esiste un'etica dei rapporti tra lavoratore e dipendente che includa in qualche modo l'uso della forza allo scopo di tutelare i diritti dell'uno o dell'altro? 
Lo so già fin d'ora, una parte di chi continuerà a leggere non potrà trattenersi dallo storcere il naso.
Non credo di dover aggiungere molto a quello che è stato già scritto da numerosi concittadini di
(anf)













