giovedì, 30 novembre 2006 | in :

Due ore nel nulla

L'aula C di fisiologia assume spesso una tonalità grigia. Sarà la luce pallida dei neon, saranno le strutture in legno antico che la caratterizzano. Buona parte dell'effetto depressivo è generato dalla presenza di un ampio tavolo da autopsia al centro della sala, nonchè dalla austera forma a semicerchio. O forse è solo il volto degli studenti ad essere così assonnato da trasmetterti una sensazione di letargia perenne, che quasi si sposa con la duecentesima lezione sulla biofisica dei canali ionici. Si fa vivo il ricordo delle belle ore passate a studiare i comportamenti animali e l'occhio corre sempre più sovente all'orologio. Poi capita la giornata in cui questa malia si spezza e ti ritrovi anche a seguire con interesse. Oggi ad esempio c'era la prima lezione di metodi di studio del sistema nervoso. Professore giovane, piazzato, colorito pallido, fronte spaziosa, sguardo freddo. Un tipo che sapeva il fatto suo. Argomento: cellule staminali embrionali. E così passano i lucidi, uno dopo l'altro, descrivendo le varie strategie di ricerca basate sull'uso di queste cellule e veniamo a sapere ad esempio che qualcuno sta cercando di rigenerare mediante staminali embrionali i neuroni del SNC morti in seguito a patologie gravissime. Ti lascia quasi commosso una lezione come quella di oggi e alla fine quasi ti dispiace andartene. Ma la domanda di rito, quella non si nega a nessuno: "Senta, ma perchè ha spiegato tutto ciò? Tanto nessuno di noi userà queste strategie di ricerca in tempi brevi..." E il professore: "Guardi, io manco dall'Italia da parecchio, in tutti i casi le staminali embrionali, almeno quando sono partito io, potevano essere usate liberamente qualora si potesse certificare la loro creazione in Paesi Esteri, come la Svezia." In poche parole, a sentire il professore, aveva ragione Astrolabio: il referendum ha negato la possibilità di produrre cellule embrionali in Italia, non di ricercare su embrioni umani in assoluto. In poche parole si è generata una situazione grottesca paragonabile al divieto di vendita di organi provenienti da cittadini italiani, permettendo allo stesso tempo l'acquisto degli organi sul mercato cinese. Ancora peggio, dal momento che è passato l'assioma che l'embrione sia uguale alla persona, si impedisce di ricercare sugli organi di gente ammazzata in Italia, pur lasciando libera la possibilità di ricercare su quelli di gente trucidata in Cina. Ma dove hanno studiato bioetica costoro, a Disneyland? Il professore in seguito si è chiarito dicendo che la legge è stata a quanto pare corretta (o è in procinto di esserlo) rendendo il divieto di utilizzo delle staminali definitivamente totale. Evidentemente si sono accorti dell'assurdità.

Non a caso oggi ho chiesto la tesi in psicobiologia - neuropsicologia.

Jinzo @ 16:54 | commenti (21)(popup) | commenti (21)
mercoledì, 29 novembre 2006 | in :

Misantropologia rivelazionista

Come promesso, dopo aver attaccato nei post precedenti la prima categoria di misantropi oppositori del razionalismo, cioè i relativisti, passerò ora ad occuparmi della seconda e molto più pericolosa schiera di denigratori dell'uomo. Questi misantropi, che io chiamo papisti, a differenza dei primi che negano l'esistenza di una ragione assoluta e oggettiva, sostituendola a differenti forme di ragione soggettiva, ispirate dalla cultura e quindi trascendenti alla natura umana, si pongono su posizioni assai più temibili. Essi infatti riconoscono l'esistenza di una natura umana assoluta, ma inspiegabilmente sostengono che essa si trovi al di fuori dell'uomo stesso. Per capire l'uomo, i misantropi papisti si appellano ad un principio che trascende l'uomo e dall'alto rivela loro la propria natura. Questi misantropi chiamano tale principio "Dio". Alla domanda: "in base a cosa i papisti possono essere definiti più pericolosi dei primi?", si potrebbe rispondere che i primi, pur relativizzando i valori morali, non mettono in discussione il principio etico alla base del liberalismo, ossia il principio di non aggressione; i secondi, al contrario, in nome della verità rivelata, non si astengono dal calpestare tale principio. Io chiamo l'atteggiamento dei misantropi relativisti "libertinismo", mentre definisco quello dei misantropi papisti "fondamentalismo". Il papista nega l'esistenza della ragione oggettiva e la sottomette alla fede. Senza appellarsi ad un principio razionale, il papista definisce ciò che è morale o immorale in base a ciò che Dio gli ha rivelato. In base a questo il dubbio oggettivo diventa verità rivelata, la proprietà del corpo viene rifiutata, il sesso prematrimoniale diventa immorale e la contraccezione mortifica l'uomo trasformandolo in una macchina senz'anima. Ora, francamente, vorrei capire come sia razionalmente possibile classificare chi fa uso del preservativo un mortificatore dell'essere umano. Oppure vorrei capire per quale motivo l'omosessualità in sè sia immorale, anche nel caso venisse considerata una malattia. Oppure vorrei capire perchè due persone che sono sposate in comune, o conviventi, dovrebbero finire all'inferno in quanto immorali e peccatori. Oppure il motivo secondo il quale il divorzio è sempre immorale a prescindere dalle condizioni che lo hanno scaturito.

Cominciate da questo.

Si attende ora l'intervento di qualche seguace di Pera e Ferrara che ci spieghi secondo una sedicente "logica razionale" che l'embrione è oggettivamente una persona o che due ragazzi che fanno l'amore sono due peccatori. Credo sia inutile avvisare i lupi papisti camuffati da agneli razionali che da queste parti la commedia non attacca...

Jinzo @ 19:25 | commenti (25)(popup) | commenti (25)
lunedì, 27 novembre 2006 | in :

I Parasite

Il mio più che un blog è un ring. Tanto vale razionalizzare tutto ciò e trasformarlo in un vero proprio fight club. Prima regola del fight club: rilanciare sempre e comunque sull'aborto. 

Leggendo alcune riflessioni sull'aborto emerse nei commenti ai post precedenti, voglio ora lanciare la provocazione finale, tanto per trasformare definitavamente questo buio angolo di rete in un vero e proprio inferno.
Murray Rothbard, il padre del libertarismo, nel Manifesto Libertario, ossia nell'opera che ha dettato i connotati della dottrina libertaria e anarcocapitalista, porta avanti una posizione molto shockante sull'aborto, in base alla quale sostiene che il feto sia una sorta di parassita che si nutre del corpo della madre a prescindere dalla volontà della stessa. Di conseguenza la madre avrebbe il diritto di interrompere questo legame in qualsivoglia momento, indipendentemente dal fatto che il feto sopravviva o meno. In poche parole Rothbard giustifica l'aborto vedendolo quasi come una difesa da parte della donna al sequestro del proprio corpo da parte del feto.
Detta così può sembrare mostruosa, o almeno dettata da un razionalismo cinico e spietato, ma vorrei che andaste oltre l'impatto emotivo. Solitamente la critica che a tale posizione viene mossa è la seguente: il bambino non sequestra volontariamente il corpo della madre. Tuttavia questo attacco non mi convince del tutto.
Dal momento che ormai sono diventato un esperto tessitore di trame virtuali, vi sottopongo un'altra situazione modello per mettere a mia volta in discussione la critica anti-Rothbard.

Ci sono due gemelli, uno in coma a causa di una gravissima malattia, l'altro no. Quello malato ha bisogno periodicamente di un trapianto di midollo osseo da parte dell'altro gemello, altrimenti non puòsopravvivere. Se il gemello sano si rifiutasse di donare al malato il suo midollo osseo, lo stato o chi per lui avrebbe il diritto di usargli contro violenza per costringerlo a continuare la donazione di midollo?

Meditate gente, meditate.

Jinzo @ 15:19 | commenti (71)(popup) | commenti (71)
sabato, 25 novembre 2006 | in :

Test Antidroga

A grande richiesta il famoso test su cui è caduto persino Forma Mentis.

Immaginiamo di essere in una società anarchica, in cui esiste il diritto di assumere sostanze stupefacenti, di venderle e di acquistarle liberamente.

Giovanni va a casa e aprendo la porta trova suo figlio chino su un tavolo, intento a farsi una cosidetta "pista di cocco". Cosa dovrebbe fare secondo voi Giovanni?

A) Incazzarsi con il figlio.

B) Incazzarsi con il figlio, ritenendo tuttavia soggettivo il motivo di incazzatura.

C) Lodare con ampi gesti il figlio.

E ancora: Giovanni tempo dopo si accorge che anche al vicino è successa la stessa cosa. Soltanto che il vicino di casa ha appioppato sul petto del figlio una medaglia. Cosa dovrebbe pensare Giovanni del vicino?

A) E' pazzo.

B) Anche se ciò che fa è sbagliato non può essere definito pazzo: fa semplicemente parte di un'altra cultura, e quindi va moralmente rispettato.

C) La medaglia è troppo poco: andrebbe aggiunto almeno il titolo di Cavaliere del lavoro.

Risposte:

Se avete risposto in maggioranza A siete razionali e razionalisti. Se avete risposto in maggioranza B siete relativisti confusi, vi incazzate ma non riuscite a dare del pazzo a chi assume comportamenti contrari alla ragione. Se avete risposto C siete semplicemente pazzi.

Jinzo @ 13:05 | commenti (39)(popup) | commenti (39)
venerdì, 24 novembre 2006 | in :

L'abisso della ragione

Un commento al mio precedente post mi ha riportato alla mente una serie di riflessioni sulla questione licenziamento, presenti nella raccolta di scritti rothbardiani "Diritto, Natura e Ragione" edita da Rubettino.  In quel commento viene messa in discussione la facoltà da parte di un datore di lavoro di licenziare una donna incinta decisa ad abortire. In realtà la domanda si pone decisamente a monte rispetto a  ciò: Esiste un'etica dei rapporti tra lavoratore e dipendente che includa in qualche modo l'uso della forza allo scopo di tutelare i diritti dell'uno o dell'altro?

Ovviamente la risposta è sì. Se il datore di lavoro decide di ignorare di punto in bianco gli accordi presi al momento dell'assunzione, l'impiegato ha il diritto di usare la forza per rispondere a questa aggressione. Stessa cosa vale per il caso inverso. Inoltre, come esiste il diritto allo sciopero, parimenti dovrebbe esistere da parte del padrone quello di serrare le fabbriche (oggi esiste questo diritto in Italia?).

Tuttavia Hayek prende in analisi un'altra situazione modello. Immaginate di trovarvi in un luogo dove la disoccupazione è altissima; intorno a voi c'è un deserto. Venite assunti da una delle poche aziende esistenti in quel luogo e così riuscite a portare a casa la pagnotta per i vostri dieci figli. Poi un bel giorno l'azienda di punto in bianco vi licenzia. Ecco, secondo Hayek l'operaio ha subito una aggressione dal suo datore di lavoro, perchè, in condizioni di scarsità economica e di offerta di lavoro è stato licenziato senza motivo, quindi egli ha il diritto di rivolgersi allo stato che a sua volta deve costringere con la forza il padrone a riassumere l'ex-impiegato.

Rothbard definisce questa posizione "l'abisso della ragione" di Hayek. Infatti, non si capisce per quale motivo il datore di lavoro dovrebbe essere costretto ad "intrattenere relazioni economiche" con chicchessia. La risposta che dà Hayek, e che grazie a lui danno oggi molti liberal, consiste nel giustificare la violenza statale sul datore di lavoro a causa delle condizioni generali di scarsità economica e di risorse, nonchè a causa della disoccupazione galoppante. Il perchè la colpa di tutto ciò venga attribuita ad un privato cittadino (il datore di lavoro), solo Hayek lo sa. Mi sembra chiaro che si tratti di una palese violazione delle libertà individuali del padrone, un po' come se, camminando per un mercato, uno sia costretto sotto minaccia fisica a comprare la verdura dall'ortolano. In effetti molta della nauseabonda retorica dei sindacati italiani si basa su posizioni che estremizzano l'abisso hayekiano.

Alla fine, possiamo tranquillamente affermare che interrompere una relazione economica con un'altra persona, ossia licenziare un operaio, è un diritto che prescinde dalle condizioni della realtà circostante. Un ladro infatti, è sempre un ladro, anche se è povero e ha dieci figli.

Il discorso morale, che di nuovo subentra, è altra cosa. Possiamo dire che il datore di lavoro che licenzia un operaio è una merda, è un bastardo, è un mercante spietato, è un misantropo.... Ma di fatto non possiamo impedirgli di esercitare un suo diritto, a prescindere dal fatto che egli lasci in mezzo alla strada un poveraccio con dieci figli o una donna incinta decisa ad abortire. Qualunque stato che faccia di tale principio morale una legge è uno stato Etico.

Jinzo @ 10:28 | commenti (55)(popup) | commenti (55)
mercoledì, 22 novembre 2006 | in :

Cultural Conservativism

LucaF non sembra essere molto soddisfatto a causa del mio conservatorismo culturale troppo accentuato. Al contrario io continuo a rivendicare la necessità di porre dietro una proposta politica totalmente libertaria una impostazione etica conservatrice. Alla fine questo mix contribuisce a generare una nuova identità politica: quella del liberale "politicamente scorretto", che si oppone al buonismo obbligatorio e alla normalizzazione tipica dei sinistri. I sinistri dicono PACS e pensano alla "famiglia gay", dicono ricerca scientifica e intendono clonazione umana, dicono laicità e sventolano i bavagli, dicono droga e immaginano l'erbetta che coltivano nei vasi della Camera, dicono eutanasia e sognano di buttare la suocera dalla finestra e precisare: "E' stata lei a pregarmi di farlo. Erano le sue ultime volontà".

Ecco, se effettivamente non purifichiamo i temi etici da questo marciume nichilista, come pensiamo di poter smuovere le coscienze degli elettori di destra?

Se questa satira esiste, vuol dire che esiste anche la nostra identità. Ed è solo nostra.

Jinzo @ 19:35 | commenti (148)(popup) | commenti (148)
lunedì, 20 novembre 2006 | in :

Lend me thy light

Achtung: Il seguente post presenta contenuti che possono turbare le coscienze dei lettori. Lungi da me qualunque finalità di istigazione alla pratica di culti non convenzionali o violenti. Io vi ho avvisato: siamo qui semplicemente per discutere di politica. Se poi qualcuno vuole vedere in questo post ciò che non c'è scritto, sono affari suoi. Inutile dire che non mi assumo alcuna responsabilità per ogni lettura alternativa del senso di questo post.

Tempo fa sul blog di Stato Minimo si discuteva di una tematica piuttosto delicata, cioè del rapporto tra cattolicesimo e liberalismo. Il focolaio si era acceso a causa di una contrapposta visione della faccenda, da parte di blogger anticlericali e di blogger cattolici. Inutile stare qui a soffermarsi sui singoli aspetti della diatriba. Il nocciolo della questione è riducibile a ciò: secondo noi, cioè secondo quelli che fanno la parte degli antipapisti, i valori di cui si fa portavoce il cattolicesimo sono valori meno compatibili con il capitalismo liberale, rispetto a quelli che si trovano alla base del protestantesimo. I motivi di questa posizione sono ampiamente descritti nei commenti al blog stato minimo e ripresi in qualche modo anche dall'oggettivista in un pezzo comparso sull'Opinione e su NeoLib tempo fa. Non ho intenzione di spiegare un'altra volta perchè secondo me una società fondata sul cattolicesimo si evolve tendenzialmente verso la socialdemocrazia, mentre una basata sul protestantesimo dà vita ad un sistema di stampo liberale. Alla fine mi accontento di portare alla vostra attenzione il mio solito esempio delle due Americhe: in America del Sud c'è stata la colonizzazione cattolica da parte degli spagnoli; a nord l'invasione da parte di popoli europei protestanti. Il seguito lo sappiamo tutti. La giustificazione climatica mi sembra francamente infondata, visto che le due americhe hanno lo stesso clima, poichè presentano posizioni speculari sulla carta geografica. Tuttavia l'amico Bruce Wayne ha provato a dare un'iterpretazione in difesa del cattolicesimo, sostenendo l'impossibilità da parte mia di portare argomentazioni probanti a dimostrazione della teoria precedentemente accennata. Tuttavia ancora non mi ha convinto.

In verità, la mia provocazione vuole andare ben oltre. Ergo, tenetevi forte.

Il satanismo, così come venne concepito da Anton Szandor LaVey, è una dottrina basata sulla fusione delle teorie filosofiche di vari pensatori materialisti, egoisti ed ultraindividualisti. Lo stesso LaVey definì il satanismo come: "La filosofia di Ayn Rand con un aspetto religioso e rituale". Pensando al satanismo, la prima cosa che viene in mente è di identificarlo con una sorta di religione dell'anticristo, che LaVey faceva coincidere con Satana. Tuttavia Lucifero, come si legge facilmente anche su Wikipedia, non era visto come un'entità mistica o divina, ma come un simbolo dei valori terreni e materiali (una sorta di neopaganesimo alla Burzum). Se tanto mi dà tanto, cioè se il satanismo è l'esatto contrario del cattolicesimo (ignoro volontariamente il protestantesimo) e allo stesso tempo è una filosofia che si limita ad aggiungere all'oggettivismo un po' di candele, fruste e feticci più o meno demenziali, potrebbe divenire spontaneo ritenere che tra cattolicesimo e liberalismo ci siano differenze sostanziali non indifferenti.

Update: mi scuso con Brucewayne per aver travisato in qualche modo le sue parole. Ho detto che la sua difesa del cattolicesimo era basata sull'attribuzione della configurazione socio-culturale delle due americhe ad un fattore casuale: non era vero, ho capito male io. Per verificare gli argomenti di Bruce basta andare su Stato Minimo

Jinzo @ 23:11 | commenti (126)(popup) | commenti (126)
domenica, 19 novembre 2006 | in :

Fera's Version

Lo so già fin d'ora, una parte di chi continuerà a leggere non potrà trattenersi dallo storcere il naso.
Ebbene, come i grandi Lino Banfi & Company ci suggerivano da anni scopriamo che la matematica con un po' di fantasia può essere digerita da tutti a patto d'incontrare una docente che sappia spronarci a dovere.
Scherzi a parte, il fatto che una professoressa si apparti con cinque alunni minorenni durante le ore di lezione ha qualcosa di grottesco, ma la mia attenzione è attirata da un altro particolare della questione.
Noto infatti come il clamore suscitato dalla faccenda nell'arco di qualche giorno sia scemato fino a scomparire, cosa che mi porta a pensare quale sarebbe stata la reazione dell'opinione pubblica se ad essere pizzicato con il naso fra cosce di una quindicenne fosse stato un aitante professore di
trent'anni. Non so i vostri, ma i miei pensieri vanno subito al buon Cucuzza con il dito
puntato che grida al mostro, a Vespa sovrastato da un cartello che inneggia
all'orco del P greco, alla Prestigiacomo che si fa l'ennesimo piantarello,
ai giornali farciti di tabelle con le possibili pene applicabili e chi più
ne abbia più ne metta.
Ed invece passano due giorni, il molestato rivendica l'accaduto facendo capire che in buona sostanza gli hanno rotto le uova nel paniere e si torna tutti a leggere l'oroscopo in quindicesima pagina.
Ora, sono io il primo ad ammette che dal punto di vista del minore ci sono smisurate possibilità che la situazione descritta sia oggettivamente diversa nel caso in cui questi sia di una ragazza di soli 15 anni, ma reputo della stessa consistenza il gesto commesso dall'adulto sia che questi sia una donna o un uomo.
Invece nei fondi di caffè di quest'Italia, che vanno dai TG in prima serata alle voci di popolo che ogni mattina rendono più allegro il mio viaggio in bus verso il lavoro, oltre a qualche risatina leggo soltanto il solito moralismo che ci vorrebbe tutti degni componenti della famiglia del Mulino Bianco, pronti a sguainare la spada contro chi oltraggia il Papa Re.

- FERA -

Jinzo @ 10:58 | commenti (20)(popup) | commenti (20)
venerdì, 17 novembre 2006 | in :

In the name of Milton

Non credo di dover aggiungere molto a quello che è stato già scritto da numerosi concittadini di Tocqueville, nonchè da Benedetto Della Vedova in persona. Credo che mi limiterò semplicemente ad inviare una lettera di condoglianze al figlio David. Tuttavia non posso astenermi dal compiere due considerazioni. In primo luogo, dopo aver letto la dichiarazione di Daniele Capezzone, che compare in un trafiletto laterale sul sito di radicali.it, vorrei chiedere all'ex segretario defenestrato, quanta parte della politica economica di Milton Friedman sia di fatto sostenuta dallo schieramento ultraconservatore di cui Daniele è divenuto l'ultimo giapponese. Mi accontento anche del nome di un solo economista di sinistra che faccia riferimento al monetarismo di Friedman apertamente. La sensazione che dilaga su questo blog, è che nuovamente Capezzone abbia toccato un tasto sbagliato, molto sgradito a larga parte dei radicali e della coalizione prodiana. Evidentemente il fatto che Friedman fosse un conservatore, padre della rivoluzione reaganiana, brucia a chi un tempo ha persino messo ai voti il proseguimento delle battaglie liberiste. Ma forse è solo una sensazione che emerge leggendo il forum dei radicali italiani.

D'altro canto, mi aspetto a destra un susseguirsi di piantarelli da parte dei più beceri conservatori, sempre pronti a schierarsi dietro Milton Friedman quando c'è da parlare di libero mercato e a misconoscerlo quando si parla di politiche in materia di droghe. La solita metafora dei due cervelli...

Update: iniziano le diffamazioni.

Jinzo @ 11:35 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
giovedì, 16 novembre 2006 | in :

La regola della Rosa

(anf)

Tesoro sei in camera tua? (anf)

Sì mammina!

E che stai (anf) facendo? (anf)

Sto guardando la tv.

Mica starai giocando... (anf, sì, dai) a quel brutto gioco vero? (anf, ah, ah...)

No mammina, non lo possono vendere qui da noi.

Meno male, mi stavo anche preoccupando... (anf, sì dai.... ancora). Ma che cos'è questo rumore di ruote sull'asfalto? Ma non è che stai (anf, sì....) giocando a quel gioco violento dove devi uccidere quelle signore poco vestite per strada? Lo sai che i bambini non devono giocare con videogame come quello? (anf, anf, ah...)

Scusa mammina, spengo subito. Ti va di vedere quanto sono bravo a disegnare?

No, tesoro, ti ho detto che quando viene il postino la mamma è impegnata.

(anf)

Jinzo @ 12:25 | commenti (39)(popup) | commenti (39)