martedì, 27 febbraio 2007 | in :

Contro il metodo?

Indiscrezioni di corridoio rivelano che Gianfranco Rotondi abbia rifiutato i diktat provenienti dalle alte sfere della CdL riguardo al voto su quelli che furono i Di.Co, ormai morti al senato e fuori dai temi di governo. Sembra che il segretario della Nuova DC abbia respinto la richiesta di votare contro i Di.Co precisando che Marcello Pera non è il suo consulente spirituale. Se a questo sommiamo l'affermazione di Rotondi in favore della revisione della legge 40, una apertura sui temi laici e liberali e una dichiarazione in favore del recupero dei radicali, mi viene voglia di discutere, durante la prossima assemblea ufficiale dei salmoni, la possibilità di un'eventuale uscita da Forza Italia e dell'inizio di un nuovo dialogo con Rotondi e compagnia. Chissà che non vada a finire come NeoLib aveva auspicato all'inizio. Tutti quegli impicci e ora la questione rischia di risolversi da sola. D'altronde, a parlare con Napolitano, giorni fa c'era anche il gruppo di Parlamentari di Rotondi, costituito da laici, cattolico-liberali, repubblicani. Mancano solo i libertari, dunque. Squilletto a Taradash? 

Jinzo @ 21:09 | commenti (45)(popup) | commenti (45)
lunedì, 26 febbraio 2007 | in :

La morale di Gauss

Immaginiamo di raccogliere un campione di diecimila individui e di volerne valutare lo stato emotivo. Facciamo conto di collocare questi dati in un piano cartesiano, dove in ascissa è presente la qualità emotiva, mentre in ordinata è indicato il numero degli individui. Immaginiamo di ottenere una curva a forma di campana che descrive la distribuzione di tali dati. Ovviamente potremmo osservare un picco centrale che corrisponde diciamo agli individui che hanno un umore simile al mio, mentre digito queste parole sulla tastiera. Questi individui costituiranno la maggioranza del campione e si collocheranno dunque sulla linea media della curva. Muovendoci lungo le code, troveremo a sinistra della media un gruppo costituito da pochi individui che presentano un umore pesantemente alterato. Tali soggetti mostrano desideri di morte, tendenze masochistiche.... Nella coda alla destra della media, anche essa costituita da pochi individui, troviamo soggetti dall'umore alterato nel senso opposto. Trattasi di persone che perdono il senso del sè, trattano gli sconosciuti come fratelli, parlano come macchinette per il caffè....

Mentre viaggio in giro per la blogosfera, vedo che qualcuno continua di volta in volta a negare l'esistenza della categoria "normalità". Prendiamo Formamentis, ad esempio. Il buon filosofo afferma che la normalità è solo un concetto statistico costruito prendendo come riferimento una curva di distribuzione. Un comportamento, in base a questa interpretazione, diventa normale soltanto perchè la maggioranza della popolazione è solita adottarlo. Il normale dunque non esiste. Il normale è semplicemente relativo al numero. Si potrebbe dire che, per quanto riguarda il comportamento umano, il normale sia relativo alla cultura. Se dunque esiste una popolazione tribale che usa indurre lo strabismo come abbellimento, oppure fasciare i piedi ai neonati a mo' di vezzo, questo è normale.

In virtù di ciò la curva dell'esempio precedente non ci dà alcuna informazione di natura qualitativa, ma solo quantitativa. Da una analisi di questo genere non si può dedurre nulla, se non una distribuzione numerica. Per il resto vengono messi in mostra comportamenti alternativi. Tutto qui.

Da questo possiamo dedurre che la fisiologia e la patologia sono concetti meramente astratti di fronte alla forza del numero, i depressi sono semplicemente individui tristi e i maniaci solo persone dai comportamenti bizzarri. Guai a dare una valutazione qualitativamente diversa delle code rispetto alla media, guai a parlare di cambio di categoria. Si incorrerebbe nel rischio politicamente scorretto di definire "anormale" qualcuno.

In fondo, come sapete, la malattia è solo un particolare stato della salute. E un incrocio fra un cane e un gatto dà il famoso cangatto.

Jinzo @ 14:36 | commenti (50)(popup) | commenti (50)
mercoledì, 21 febbraio 2007 | in :

Cenotaffio

Il buon Filomeno Viscido mi fa notare che in nove mesi il "primo" governo Prodi, oggi defunto, ha fatto meglio di cinque anni del governo Berlusconi. A mio parere il governo Berlusconi ha fatto molto poco, ma qualcosa ha fatto, o meglio ha gettato il sasso per quella che io definisco la la controrivoluzione culturale. Poteva fare di meglio, perchè effettivamente è stato troppo conservatore e non ha mantenuto tutte le promesse. Tuttavia la riforma della scuola e dell'università, la sacrosanta legge Biagi, qualche timida riforma sulla giustizia, un'ottima politica estera filoatlantica, filoamericana e filoisraeliana, una riduzione della pressione fiscale, ha resistito ad una crisi Internazionale di proporzioni colossali.... Insomma non mi sembrano cose da nulla. Per correttezza, c'è da dirlo, ha fatto le sue porcate, come la legge 40, votata con maggioranze trasversali, la legge elettorale, la storia dei dazi e l'innalzamento della spesa pubblica. Tutto questo in 5 anni.

Ora voglio raccogliere qui ciò che il primo governo Prodi ha fatto in 9 mesi. Si accettano suggerimenti laddove la mia memoria mi tradisca.

1) Violenta ondata di nuove tasse. Numero di imposte aggiunte variabile da 56 a 93. 

2) Equivicinanza tra Hezbollah e Israele.

3) Cancellazione della legge Pecorella.

4) Liberalizzazioni fasulle di Bersani con logica corporativa.

5) Manovra dirigista per l'abolizione delle ricariche con conseguente innalzamento delle tariffe.

6) Protezionismo sulla Fiat con diffusione di fondi a pioggia salva lavoratori e salva capitalisti.

7) Finanziaria ultrastatalista con spesa pubblica galoppante.

8) Provvedimento sui Di.Co con proposta agghiacciante sulla cittadinanza agli immigrati.

9) Reiterata protesta contro se stesso sulla politica estera. Assoluta incapacità di trovare accordi in materia.

E non hanno avuto il tempo o il modo di scardinare le pensioni, di introdurre una nuova ondata welfarista-statalista sul lavoro, di devastare la scuola proteggendo quella pubblica e affossando la privata, rimuovere le truppe dalle missioni di pace, come da programma, o pagine gialle, che dir si voglia.

Speriamo in un governo tecnico ora, perchè se in nove mesi hanno fatto tutto ciò, da un secondo tempo prodiano ci attendiamo solo danni. E di certo, visti i risultati di questi pochi mesi, meglio l'1% di tasse in meno di Berlusca.

Jinzo @ 20:24 | commenti (43)(popup) | commenti (43)
mercoledì, 21 febbraio 2007 | in :

L'Italia ha partorito (forse)

"Se il governo non avrà la maggioranza sull'Afghanistan andrà a casa".

                                                                      - Massimo D'Alema

Maggioranza 160 - Favorevoli 158 - Contrari 160

"Come vi avevamo promesso il governo Prodi è caduto oggi al Senato sulla politica estera. Ora vi dovete dimettere".

                                                                                               - Renato Schifani

Jinzo @ 14:24 | commenti (46)(popup) | commenti (46)
mercoledì, 21 febbraio 2007 | in :

Neopaganesimo

Ovunque, in rete come nella vita reale, trovi sempre qualcuno che ci tiene a precisare quanto lo stato sociale sia utile e quanto faccia bene alla società. Quando fai notare a costoro che il welfare state è un sistema mafioso che permette il furto legalizzato, dando come risultato nuove tipologie di professione, quali il disoccupato, la mamma incinta, il baby pensionato, il povero... Ti rispondono che senza il welfare state le classi meno abbienti sarebbero tanto incazzate da sgozzarti per avere il denaro. In poche parole il welfare altro non è che una sorta di meccanismo religioso neopagano, un'offerta usata per placare la furia degli dei, o forse delle orde barbariche intente al saccheggio periodico della città. Quindi secondo loro, il welfare sarebbe un modo per assicurare la sicurezza ai cittadini. Da qui si deduce che il modo migliore per vivere è appunto quello di appartenere all'orda di barbari, cioè entrare a far parte di questo sistema mafioso e aspettare che la gente paghi per noi. E secondo loro, questo sarebbe giusto, lo chiamano infatti giustizia sociale. In poche parole è giusto che i parassiti sociali campino sulle spalle altrui con a minaccia della violenza. Solitamente a chi mi dice: "vuoi che i poveri entrino dentro casa tua e ti rubino tutto con la forza?" Rispondo: "Tranquillo credo in una teoria della difesa libertaria (e ho anche una discreta mira)".

Direte che i miei toni sono come al solito esagerati. Non credo proprio

 

 

Jinzo @ 08:40 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, 19 febbraio 2007 | in :

Nuclei preottici mediali

Caro Stefano, assisto da giorni alla polemica che stai lanciando a proposito dei Di.Co e dalla lettura dei tuoi post mi rendo conto che essere omosessuale non debba essere per nulla facile in questa società. Apparentemente sembri una persona piena di vitalità e forza d'animo, tuttavia un velo di tristezza mista a rabbia permea i tuoi scritti. Tempo fa mi hai invitato a firmare il manifesto Matrimonio diritto gay, ma non ho ancora avuto modo di farlo. In tutti i casi ci tengo a precisare che sono contrario all'idea di matrimonio gay, come tu ben sai, per un problema di natura semantica e morale. In realtà sono favorevole ad un riconoscimento dei diritti negativi agli omosessuali, perchè il diritto negativo appunto coincide con la libertà. Tuttavia non è di questo che mi voglio occupare ora. Vorrei al contrario spendere due parole su quella che io giudico la causa del malessere tuo, come di tanti altri omosessuali. Secondo me tu sei vittima di un conflitto irrisolto di natura freudiana, che ti porta a tenere una linea contraddittoria che di certo non fa bene alla salute. Da una parte infatti tendi a relativizzare il valore morale della famiglia, attaccando continuamente il diritto naturale e portando avanti una personale battaglia contro l'esistenza di un'etica assoluta. Dall'altra esigi il riconoscimento delle unioni civili come ente morale, cioè pretendi che ad esse sia dia un valore etico. Già, perchè di questo si tratta. Voi omosessuali volete nient'altro che il riconoscimento morale delle convivenze. Ciò si desume chiaramente nel momento in cui qualcuno vi fa presente che gli stessi diritti di cui necessitate possono essere ottenuti mediante accordi privati. Nulla: per voi il riconoscimento deve essere pubblico.

Il problema consiste ora nel capire cosa realmente abbia di morale una convivenza. Cosa c'è di morale nel fatto che due persone stiano insieme e convivano in una casa? Può essere definito morale un sentimento di amore? Per me non c'è nulla di morale o immorale in tutto ciò: semplicemente si parla di un'altra sfera. La famiglia tradizionale è invece un ente morale che consente l'educazione dei figli e quindi il corretto progredire della società. Vorrei anche un solo esempio serio che possa dimostrare che l'amore è un sentimento dotato di moralità o meno. Nel caso questo esempio non salti fuori dobbiamo prendere atto del fatto che non c'è bisogno di alcun riconoscimento morale delle convivenze. Ma se nonostante l'impossibilità di provare la moralità della convivenza si vuole attribuire ad essa un contenuto morale, torno a dirti che allora è possibile estendere questo ragionamento a tutto. Se infatti è possibile attribuire valore morale ad un qualsivoglia ente, senza utilizzare una logica razionale, gli enti morali possono essere moltiplicati all'infinito. Dunque, riproponendo l'esempio che non hai digerito: se l'animalismo può essere considerato morale, perchè non procedere al riconoscimento pubblico delle convivenze tra uomini e animali? Mettendoci dentro pure la porcheria del diritto positivo, perchè non chiedere allo stato i fondi per l'assistenza degli animali?

Mi sarebbe piaciuto citare uno dei miei classici, tuttavia rispondo all'accusa di omofobia che mi lanciasti tempo fa con uno dei tuoi mostri sacri:

"Se un fascista dice che piove e fuori piove, io gli dò ragione".

Ernesto Rossi

Jinzo @ 23:26 | commenti (46)(popup) | commenti (46)
venerdì, 16 febbraio 2007 | in :

Nafazolina

Ragazzi, in virtù delle liberalizzazioni di Bersani sui prodotti farmaceutici da banco, lancio un avvertimento: occhio ai decongestionanti nasali. Nella maggior parte dei casi si tratta di vere e proprie droghe. Io ci sono rimasto sotto per davvero e attualmente ne sto ancora pagando le conseguenze. Da qualche giorno ho sospeso l'inalazione di nafazolina dopo averla usata per un periodo lungo il doppio rispetto al limite massimo prescritto. All'inizio si ha una vera e propria crisi di astinenza (naso completamente bloccato 24 h su 24) che non auguro a nessuno e la tentazione di rimettere mano al farmaco è fortissima. Poi, se la volontà vince al richiamo della chimica, a furia di gocce e lavaggi con il sale si migliora.... Ho sentito di gente che è entrata in dipendenza da nafazolina e che dopo un anno arriva a sparaflesciarsela una volta ogni ora. Si racconta persino di casi di ipertrofia galoppante delle mucose che conduce il soggetto, nel peggiore dei casi, sotto i ferri. Ammetto la responsabilità personale da parte mia nell'aver sottovalutato la potenza di tale principio attivo, ma la persona che domani troverà tali farmaci sul bancone del supermercato potrebbe non avere la mia stessa capacità di autocontrollo. Speriamo che la liberalizzazione dei farmaci sia associata alla presenza obbligatoria di un farmacista nei luoghi di vendita.

Jinzo @ 16:28 | commenti (23)(popup) | commenti (23)
giovedì, 15 febbraio 2007 | in :

Jinzo Live!!

Ebbene sì, dopo più di un anno di inattività, domani tornerò ad esibirmi dal vivo in un locale qui a Roma. Suonerò da "turnista" per una band, che mi ha contattato in zona Cesarini perchè necessitava di un bassista. Eseguirò 7 pezzi di punk rock e rock alternativo e sarò alla voce nel classico dei Ramones "Sheena is a punk Rocker" per cui si prevede un pogo dancing brutale. Per il resto, amici miei, sarò costretto a suonare due pezzi di punk comunista, ma comunista davvero, come Mocba '993 della Banda Bassotti, con tanto di internazionale socialista dentro la canzone (sarò costretto a fingere un calo di tensione al mio amplificatore per non suonare l'inno russo). Per fortuna mi rifarò con ben due pezzi dei Ramones, il gruppo icona del GOPunk o Conservative Punk (punk conservatori e libertari).

Jinzo @ 22:54 | commenti (40)(popup) | commenti (40)
lunedì, 12 febbraio 2007 | in :

La lezione "Libertarian" inventata da Mariniello

Caro GM, senza offesa, ma vorrei capire cosa c'azzeccherebbe effettivamente Pelanda ed il suo articolo con una qualsivoglia teoria libertaria. Mi dovresti spiegare, infatti, cosa c'entra il libertarismo con uno che: difende a spada tratta la democrazia e la teoria neocon della democratizzazione globale, parla di alleanza tra stato e mercato, propone modelli politici costruttivisti, avvalla l'uso della forza da parte dello stato allo scopo di risolvere controversie morali, è utilitarista, inventa diritti positivi e li distribuisce in maniera diseguale.

Forse ho frainteso tutto, ma a me Pelanda sembra proprio un conservatore.

Jinzo @ 23:45 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
lunedì, 12 febbraio 2007 | in :

Tengo Famiglia

La polemica sui cosiddetti Di.Co imperversa in questi giorni. Sebbene questa proposta di legge abbia in sè elementi raccapriccianti, che avrò modo di discutere con calma più in là, mi lascia francamente perplesso la posizione di alcuni blogger destroidi, che hanno inscenato una patetica campagna sulla caccia al Di.Co destro, volendo così intendere che il parlamentare della CdL, eletto con i voti della gente di destra, che votasse una porcheria di sinistra, come il riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali, debba essere in qualche modo rintracciato e marchiato con la lettera scarlatta "S", simbolo di "sinistrato", appunto. I giovani rampolli della cosiddetta Casa delle Libertà sono dunque pronti a dar battaglia sui PACS arrivando a scendere persino in piazza in difesa della famiglia tradizionale. Ma vediamo quali sono i cavalli di battaglia che costoro utilizzano contro le unioni civili. I più astuti di loro, compreso quello sparuto gruppo di conservatori che pretendono di chiamarsi liberali a tutti i costi, sfoderano l'arma dell'antistatalismo per attaccare il diritto positivo e quindi il privilegio economico che i sinistrati vogliono ignobilmente legare alle di unioni civili. Su questo i conservatori hanno assolutamente ragione. I PACS sinistrati, con l'idea di assistenzialismo pubblico e privilegi economici, sono una porcheria. Tuttavia la legge sui Di.Co sembra non incluedre la presenza di privilegi economici positivi, ma al contrario risulta essere costituita in larga parte dal riconoscimento di diritti negativi. Se dunque sarà possibile votare articolo per articolo questa legge sui Di.Co, il parlamentare di centro destra che non voterà tali diritti negativi non avrà più alcuna scusa e potrà essere giustamente definito con il termine mai abusato di clericofascista.

E noi, per scimmiottare il buon Mariniello, non possiamo che reclamare i nomi dei fascisti che prendono i voti della Casa della Libertà per votare schifezze nazipapiste.

Detto questo, è altrettanto importante andare ad analizzare il secondo cavallo di battaglia dei conservatori: in verità un somaro più che un cavallo. Secondo i conservatori le unioni civili andrebbero a minare le basi della famiglia tradizionale, scardinando il ruolo morale e sociale di essa. In poche parole essi sostengono che i Di.Co, la versione italiota dei PACS, creino una famiglia parallela che faccia concorrenza a quella tradizionale sul piano dei diritti positivi. Questa categoria di schizofrenici destroidi si batte dunque contro i diritti positivi che verrebbero associati ad un ente morale arbitrario come la convivenza, per poi, un momento dopo, reclamare il diritto positivo della famiglia a sopravvivere ricorrendo alla violenza che lo stato effettua sui single mediante la tassazione.

Da questa logica protezionistica (persino in etica sono corporativisti) emerge chiaramente il fatto che tali conservatori siano ancora una volta simili ai comunisti che tanto odiano. I conservatori, infatti, associano dei privilegi economici alle famiglie, giustificandoli con un nauseabondo moralismo alla base. I comunisti, invece, ci mettono il carico da undici aggiungendo al "tengo famiglia" clericale pure il "tengo pseudofamiglia" di Grillini e Luxuria. In poche parole, sia gli uni che gli altri danno da mangiare al Leviatano, ma i primi lo tengono a dieta. 

Il problema sta nel fatto che entrambi attribuiscono allo stato, sebbene per motivi diversi, il diritto di usare la forza su terzi allo scopo di difendere principi morali che con l'uso della forza non hanno nulla a che fare, come appunto il diritto a farsi una famiglia e a mantenerla. Se infatti uno dei tanti zozzoni che vivono qui al centro-sud non ha la voglia o i mezzi per farsi e mantenersi una famiglia, per quale motivo costui dovrebbe avere la libertà di farmi derubare per supplire a tale mancanza? 

Il diritto alla famiglia è un diritto positivo. Di conseguenza, non esiste. 

Jinzo @ 15:43 | commenti (83)(popup) | commenti (83)