giovedì, 26 aprile 2007 | in :

Greenpirl

Nel mondo universitario capita spesso di trovarsi nella cosiddetta "ora di buco", un vero e proprio punto morto tra una lezione e l'altra, nel quale è impossibile pensare di studiare. E allora uno cosa fa? Si butta sul prato a pascolare e a sfumacchiare come un hyppie-post moderno. In quei momenti la gente è solita darsi a dissertazioni filosofiche di vario genere, che spesso hanno esiti disastrosi. E dunque parla, parla, parla.... Ma siccome di solito trattasi di un branco di sinistrati, si odono cose che definire lunari sarebbe riduttivo.

Tempo fa, in uno di questi attimi di relax, una mia collega (per la precisione, una biotecnologa, come me) si lanciò in una complicata spiegazione sul perchè gli OGM non debbano essere usati, tirando fuori mirabolanti discorsi sulla alterazione irreversibile della Natura, ma soprattutto elargendo idiozie sui famigerati complotti capitalisti ai danni del Terzo Mondo. In poche parole, secondo l'ingegnera genetica contraria all'ingegneria genetica, i Paesi del Terzo Mondo sono schiavizzati dall'Occidente che li costringe a comprare OGM a prezzi elevatissimi in cambio di "risanamenti del debito pubblico".  Interrogata dunque sulla soluzione migliore per la questione fame nel mondo, ella risponde che gli europei dovrebbero inviare fondi economici ai Paesi africani allo scopo di sanare i debiti e consentire loro di effettuare la cosiddetta "agricoltura biologica".

Ora, io mi chiedo come sia possibile concentrare così tante idiozie in pochi minuti di conversazione. Evidentemente ha ragione l'Orco: caratteristica dei sinistrati è l'ignoranza. Come si discuteva proprio da Grendel, infatti, i sinistrati utilizzano sempre lo stesso paradigma ideologico e lo applicano ad ogni ambito del sapere, incuranti del fatto che le conclusioni siano del tutto aliene alla realtà e sghangherate in ogni dove. L'importante è mantenere la metafisica di fondo, ossia "sempre in culo ai capitalisti e agli occidentali".

Orbene questi biotecnologi anti-OGM dovrebbero spiegarci come sia possibile diffondere l'agricoltura biologica in Paesi senza acqua, senza risorse economiche, senza terreni fertili, senza in pratica nulla, visti i costi che questa tecnologia possiede. Tra l'altro l'agricoltura biologica è esattamente quello che gli africani fanno da decenni, senza alcun risultato. Evidentemente la merda delle vacche e le coccinelle fanno comunista, mentre la genetica molecolare è capitalista: valli a capire i sinistrati.... Poi dovrebbero spiegarci il perchè, visti i danni che presumibilmente gli OGM farebbero al Terzo Mondo, nelle conferenze ONU e FAO i rappresentanti dei Paesi africani continuino insistentemente a chiedere agli europei la liberalizzazione delle licenze e la rimozione dei blocchi etici sul transgenico, in modo da poter disporre liberamente di queste tecnologie, cosa che, attualmente, i figlioletti di Pecoraro Scanio (e anche di Alemanno, ahinoi) ci tengono a proibire in maniera indegna, per poi sviolinare la loro vomitevole retorica ecofondamentalista.

Qui l'analisi del professor Corbellini, noto bioeticista di sinistra, sulla questione.

Jinzo @ 08:42 | commenti (94)(popup) | commenti (94)
lunedì, 23 aprile 2007 | in :

Nonciclopedia

Per chi non lo sapesse la Nonciclopedia è una sorta di Wikipedia demenziale dove un branco di cazzoni sono soliti lasciare i loro spesso esilaranti deliri. Elemento degno di nota è l'aspetto blasfemo della questione, che, senza nulla togliere ai Prophilax e agli altri maestri del genere, fa davvero ridere. Io ho scoperto questa gabbia di matti oggi. Sono certo che la conosciate tutti, ammesso e non concesso che anche voi non facciate già parte dell'orda di goliardi di cui sopra.

Leggetevi la voce islam e riferite.

P.S.: alla fine della lettura tornate indietro e leggetevi i link presenti nel post e, se avete tempo, approfondite sulle religioni linkate in fondo alla pagina.

Jinzo @ 21:12 | commenti (46)(popup) | commenti (46)
giovedì, 19 aprile 2007 | in :

Neuropsicopolitica

Immaginate questa situazione-tipo: avete bisogno di denaro; di conseguenza vi mettete in testa di derubare un passante. Dunque lo accoppate con una legnata e arraffate il malloppo. Vi siete garantiti un vantaggio, ma avete ucciso una persona.
Ora figuratevi di camminare per strada. Un mendicante moribondo e dall'aspetto emaciato vi ferma e vi chiede del denaro per mangiare. Lo ignorate e tirate diritto senza voltarvi indietro. La sera stessa il mendicante muore di fame. Avete di fatto creato una situazione positiva per voi, rifiutando di dare assistenza al poveraccio e quindi evitandovi uno svantaggio legato alla perdita economica, però il risultato finale è uguale a quello precedente: vi siete resi complici della morte di una persona. Non la avete eliminata direttamente, come nel primo caso, è indubbio, ma chi può dire che il mendicante non sia morto proprio per colpa del panino che gli avete negato?
Ebbene, esempi come questi sono governati dalla logica dei giudizi morali diretti e indiretti.

Nel primo esempio è implicato un giudizio morale che riguarda un'azione direttamente effettuata ai danni di qualcuno. Tale giudizio è soggetto ad una formulazione lenta, poichè la regola che ci siamo creati deve avere il tempo di forzare i vincoli etici iscritti nella corteccia cerebrale. Tecniche di brain imaging confermano questa ipotesi mettendo in luce una prolungata attivazione delle aree cerebrali coinvolte nella formulazione di questi giudizi prima che abbiano inizio le azioni ad essi correlate. Nel secondo caso, invece, l'azione che noi effettuiamo causa un danno indiretto al mendicante; danno di cui tuttavia non siamo direttamente responsabili. Tale comportamento è messo in atto dal cervello mediante formulazione di giudizi morali indiretti molto più rapidi rispetto a quelli diretti.
Vediamo ora di applicare la stessa logica ai sistemi politici. Appare chiaro che il liberalismo considera il danno diretto perseguibile per legge, ma legalizza il danno indiretto, facendone in realtà il suo punto di forza, in particolare per quanto riguarda il concetto di mercato. Infatti, la distruzione economica di un concorrente, che può comportare anche la rovina per quest'ultimo, è una situazione perefettamente contemplata dal liberalismo, in quanto sorretta dall'assenza di responsabilità diretta inclusa nel concetto di giudizio indiretto. Il socialismo, invece, considera illegale il danno indiretto e riconosce al contrario la possibilità di infliggere danno diretto a determinate persone. Cioè, in poche parole, per il socialista il mendicante ha diritto di derubarvi e voi avete il dovere di dargli i vostri soldi.

Da queste osservazioni si deduce che il cervello degli uomini è tendenzialmente configurato per adattarsi ad un sistema politico liberale. I socialisti, invece, come al solito hanno capito TUTTO.

Jinzo @ 23:22 | commenti (89)(popup) | commenti (89)
venerdì, 13 aprile 2007 | in :

Ingratitudine

Sembra che il messo apostolico in Israele A. Franco non sarà presente alla commemorazione dell'olocausto a causa di una didascalia su Pio XII che definirebbe il papa di quei tempi come "ambiguo". Il messo pontificio ha addotto la seguente spiegazione per giustificare la sua assenza:

"Non posso sopportare di vedere Pio XII trattato così. Con tutto quello che la Chiesa Cattolica ha fatto per gli ebrei". - fonte: TG1. 

 

Jinzo @ 08:34 | commenti (42)(popup) | commenti (42)
giovedì, 12 aprile 2007 | in :

Nuovi presagi

Oggi, giovedì 12 Aprile, ore 18.00 a Roma in Piazza Santa Maria alle Fornaci 27,  convegno "La lunga via delle liberalizzazioni. Critiche e proposte per liberalizzare l'Italia ", organizzato da Il Circolo Giovani di Roma Monteverde e l'associazioneGenerazione L, in collaborazione con il club Roma Liberale -RL Roma.

Dopo il convegno sul libro "La grande depressione" di Murray Rothbard, che aveva visto protagonisti Della Vedova e Capezzone, un'altra occasione per vedere i due a confronto e forse sperare in qualcosa di buono.

Jinzo @ 12:43 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 11 aprile 2007 | in :

Storie di preti

Ricordo ancora quella mattina di aprile di tanti anni fa. Entrò in classe tra lo stupore generale. Evento raro, in una scuola privata, per giunta cattolica, vedere un nuovo alunno aggiungersi quasi alla fine dell'anno. Fu presentato dal preside in persona: era un aspirante prete che frequentava il seminario affiliato alla mia scuola. Mole imponente, sguardo ebete perso nel vuoto, vestire antiquato, orologio al taschino, parola lenta e petulante, tono impostato. Il classico scemo del villaggio, si potrebbe dire. Sorrisero tutti di fronte a quel nuovo alunno, ma io continuai a scrutarlo per tutta la mattinata incuriosito, per non dire insospettito. Passarono i giorni. Dopo un inizio in sordina, in cui il tizio passò a dir poco inosservato, un giorno accadde qualcosa: venne interrogato in italiano, casualmente su Lutero. Ebbene, seguirono venti minuti di calunnie inaudite contro il protestantesimo, il tutto condito con folkloristiche espressioni da Inquisizione medievale. Finì che la professoressa rimase sconvolta, mentre tutta la classe guardava il tizio attonita e qualcuno rideva. Alla fine della lezione gli chiesi il motivo per cui avesse detto tutte quelle cose contro i protestanti. Mi fece intendere che i protestanti dovevano morire. Fu in quel momento che capii che il fratacchione era davvero suonato. Da quel giorno venne trasformato in un fenomeno da baraccone e continuamente fomentato dalla gente allo scopo di sentirlo pronunciare le sue invettive fondamentaliste che, obiettivamente, facevano ridere. Si scoprì che era un violento misogino: nei momenti in cui i professori non potevano vederlo, si avvicinava alle ragazze dicendo loro che avrebbero pagato il prezzo delle loro fornicazioni nelle fiamme eterne dell'inferno. Talvolta era solito prendere da parte i maschi e far loro presente di essere angosciato a causa del sesto comandamento, che ripetutamente violava: era ossessionato dal timore della punizione divina. Puntualmente lasciava cadere la testa sul banco senza spiegazione dando delle incredibili craniate sul legno. Si era poi inventato una curiosa dottrina in base alla quale se uno diceva "porco zio" e lui capiva "Dio", tu avevi bestemmiato e quindi eri un lurido peccatore che meritava punizioni corporali. Ma la cosa che senza dubbio ci lasciò senza parole fu la descrizione del suo hobby. Quest'individuo era solito darsi al bricolage. E fin qui, nulla da dire. Purtroppo però ciò che costruiva in casa erano modelli di ghigliottine artigianali, con le quali era poi solito decapitare le bambole della sorellina. Girava voce che avesse costruito persino un rogo in miniatura.

La cosa che inquieta di più, in tutto questo, è che tempo fa mi è sembrato di scorgere il soggetto sull'autobus. Indossava l'abito nero e il colletto bianco.

Jinzo @ 22:09 | commenti (33)(popup) | commenti (33)
mercoledì, 11 aprile 2007 | in :

Fissioni - Fissazioni

Lo scorso direttivo allargato dei Riformatori Liberali ha senza dubbio sollevato un vero putiferio. Gente in uscita, porte sbattute polemicamente, persino club sciolti. Uno degli abbandoni più discussi è stato quello di Ivan Maravigna, già coordinatore nazionale dei club di RL, il quale, in rotta di collisione con Della Vedova e Taradash, ha lasciato il movimento dei salmoni stigmatizzando il metodo di far politica della dirigenza, troppo concentrato secondo lui a livello centrale e poco radicato sul territorio. Ebbene, qualche giorno dopo la sua uscita, Ivan Maravigna ha raccolto attorno a sè i delusi e ha fondato un movimento chiamato Riformatori Italiani, lanciando proprio su NeoLib i dieci punti programmatici del suo progetto. Tuttavia, dalla lettura dei suddetti punti (presenti nei commenti al post linkato), si evince chiaramente che i contenuti di natura politica dei Riformatori Italiani sono del tutto alieni alla cultura libertaria dei salmoni, cosa che tra l'altro lo stesso Ivan ammette. Quindi, poichè le cose stanno così, vorrei tranquilllizzare gli animi di chi si è allarmato: non c'è stata alcuna scissione dentro RL. Semmai c'è la presa di coscienza da parte di qualcuno di essere fuori posto.

P.S.: Mi limito a spendere due parole sul progetto di accordo di RL con PRI e PLI che avevamo lanciato tempo fa. Stando alle recenti strizzatine d'occhio di repubblicani e liberali a Casini, se non a Zanone e al partito democratico, forse è un bene il fatto che i capi salmoni abbiano sospeso il giudizio a riguardo. Non credo ci sia bisogno di una ulteriore ammucchiata liberalsocialista nel nostro paese.

Jinzo @ 17:47 | commenti (21)(popup) | commenti (21)
venerdì, 06 aprile 2007 | in :

Totoittica/2

Oggi alla Camera incontro tra una delegazione di rappresentanti radicali e la sinistra DS.

Il commento di Daniele Capezzone:

Roma, 05 APR (Velino) - "Quando dei liberi cittadini si incontrano liberamente, per liberamente discutere di alcuni temi e' sempre una buona notizia. E' comunque noto a tutti che non considero la sinistra Ds un interlocutore per la modernizzazione del Paese. Per altro verso ricordo che sia la mozione del Congresso
Radicale di Padova, sia le mozioni dei successivi comitati del partito, non hanno puntato a questo tipo di interlocutori". Questo il primo commento di Daniele Capezzone (Rosa nel Pugno) alla notizia dell'incontro di oggi fra una delegazione del Partito Radicale e una della sinistra Ds da cui sarebbe emerse "importanti convergenze sui contenuti e  conseguenti possibili iniziative congiunte".  "Pensavo in questi giorni - prosegue il Presidente della Commissione Attivita' Produttive di Montecitorio - alla riforma del welfare, alle questioni di politica internazionale e alla vicenda Telecom; e francamente fatico ad immaginare su questi temi una convergenza con la sinistra Ds". (fch)

Sarà un caso, ma a me sembra che ultimamente Daniele citi Milton Friedman molto frequentemente, cosa che tra l'altro la Bonino sembra non gradire. Nel frattempo se leggete le sue ultime dichiarazioni vedrete che, a differenza di qualche tempo fa, sono prevalentemente incentrate sui temi economici e liberisti. E' davvero solo un caso?

Jinzo @ 11:43 | commenti (27)(popup) | commenti (27)
giovedì, 05 aprile 2007 | in :

I walk with the zombie

Chi di voi si ricorda il celebre filone dei film dell'orrore di seconda categoria che trasmettevano su Italia Uno nelle notti estive di quei lontani 80s? Alcuni di quei film hanno popolato i miei incubi di bambino per molti anni, anche se, a rivederli adesso, c'è da ridere. Nonostante tutto, anche a quei tempi, ogni tanto capitava il film-minkiata, che, semplicemente, non faceva paura nemmeno ad un bambino, anzi, a dirla tutta era proprio una cagata. Ma tuttavia nessuno dei film presentati allora da Zio Tibia poteva competere in idiozia con quello che ho visto assieme ai miei amici lo scorso sabato, ossia Stay Alive.

La trama in quattro parole: cinque ragazzi scoprono un videogioco underground. Per iniziare a giocare devi recitare una formula nella schermata iniziale, una volta fatto questo hai fatto una sorta di patto con il diavolo. Non puoi più interrompere il gioco; se muori nel gioco la contessa Elizabeth Bathory arriva e ti ammazza anche nella realtà. Per uscire dal gioco bisogna trovare la contessa e ucciderla con un rituale, o nel gioco o nella realtà, ma nel frattempo è necessario sopravvivere (Stay alive, appunto).

Recensione:

Zero Pathos, zero azione, zero eros, zero Gore, zero caratterizzazione, zero recitazione. Effetti speciali da baraccone, attori improvvisati, fotografia e regia penose... E ancora: prevedibilissimo, scontato, ripetitivo, a tratti ridicolo, frustrante, demenziale, schifoso, insulso, deprimente, pietoso.....

Qui il parere del sito di cultura horror "La tela Nera". 

Ho iniziato a ridere dopo dieci minuti dall'inizio. Nella scena del bacio è scattato un coro di vaffanculo. Sul finale l'amico che era seduto accanto a me ha sparato un bestemmione colossale ad alta voce e si sono ammazzati tutti dalle risate. Appena è comparsa la scritta The End mi sono alzato in piedi commosso e ho lanciato l'applauso satirico subito seguito da molte persone. Siamo usciti tra gli insulti dei coattoni che rivolevano i soldi indietro ed i cori di risate.

Stay Alive: un ammonimento da dare al regista dopo che avrete visto questo film.

Jinzo @ 16:05 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
lunedì, 02 aprile 2007 | in :

Unmask

Qualche sera fa a otto e mezzo l'avvocato Alfredo Biondi spiegava i contenuti della sua proposta di legge sulle unioni civili, basata su un contratto privato che i contraenti si impegnano a firmare di fronte al notaio. Trattasi di una buona soluzione che accontenta i conservatori (ma non i clericofascisti come Mantovano), poichè non prevede il riconoscimento pubblico delle convivenze, nè si pone in contraddizione alla famiglia tradizionale. Allo stesso tempo, però, va a colmare quelle lacune legislative che attualmente limitano i diritti negativi dei conviventi, rispondendo così alle esigenze dei progressisti.

Tuttavia gli omosessuali hanno storto la bocca anche di fronte alla proposta Biondi, giudicandola eccessivamente riduttiva nella concessione dei diritti che essi richiedavano. Scrive infatti Cadavrexquis:

"La proposta Biondi, dunque, non risolve proprio niente. E' una proposta - diciamolo chiaro - che può piacere ai vecchi rimbambiti, a quelli che si cagano addosso all'idea del "riconoscimento morale delle coppie omosessuali" implicito nell'estensione dell'istituto matrimoniale e gridano "al lupo, al lupo" o "mamma li turchi". E su questo do loro anche ragione: sì, l'estensione del matrimonio alle coppie gay è - come lo chiamano loro - un "riconoscimento morale", ma - aggiungo io - è un riconoscimento che ci è dovuto. Più che un riconoscimento, anzi, è un risarcimento. E dopo le persecuzioni di cui gli omosessuali per secoli sono stati vittime, mi sembra che sia anche ora."

E ancora:

"E con il matrimonio ottengono - a prescindere dai loro motivi personali - automaticamente tutti i "privilegi" che il matrimonio garantisce (inclusi dei sacrosanti privilegi fiscali, che finché sono legati al matrimonio devono essere garantiti a tutti, non - come vorrebbe per esempio un Della Vedova - a tutti tranne che agli omosessuali)."

Cade infine anche la maschera di Cadavrexquis e appare con chiarezza il volto costruttivista-giacobino che per mesi aveva tentato di celare dietro una parvenza di liberalismo. Si inventa dunque un'istituzione a tavolino fondata sul diritto positivo, la riempie di un contenuto emotivo così forte da smuovere le coscienze e usa questo artificio macchiavellico per giustificare il furto ai danni dei cittadini, tacciando chiunque non sia disposto a farsi derubare di omofobia. Non avete mai discriminato nemmeno una formica in vita vostra? Fa nulla. Gli omosessuali si sono riuniti e hanno deciso che la colpa dei torti da loro subiti deve essere attribuita alla società: quindi è anche colpa vostra. Mettete mano al portafogli e pagate: in fondo lo dovete loro come risarcimento di qualcosa che hanno commesso altri. Ma non vi intristite, suvvia, avete sempre la possibilità di fare altrettanto nei confronti degli altri cittadini, inventando un diritto positivo tutto vostro e costringendo il resto dei cittadini ad essere sacrificati per esso. Io ad esempio sono un buon bassista, però non ho più una band. Quindi, siccome suonare è mio diritto, esigo di avere una band all'istante e anche cazzuta. Quindi adesso comprate un biglietto aereo e andate negli USA, rapite i Dream Theater e portatemeli qui, perchè io devo suonare. In fondo con la mia musica faccio un favore alla società rendendola migliore. Non siate musicofobi. Andate. Me lo dovete.

Jinzo @ 23:12 | commenti (70)(popup) | commenti (70)