Storie di Preti - pt. 2a
Se chiudo gli occhi riesco con chiarezza, ancora oggi, a venti anni di distanza circa , a rievocare nella mente la figura di Padre N. Alto, ben piazzato, fronte spaziosa, rada chioma ingrigita, portamento austero.
Quando ero bambino, proveniendo da una famiglia di impostazione cattolica e conservatrice, ero solito recarmi in parrocchia per frequentare il catechismo. E lui era sempre presente, il Don. Commissionava la lezione a delle aspiranti suore, ma ogni tanto faceva capolino, per riportare l'ordine qualora i bambini prendessero il sopravvento sulle novizie. Eppure, nonostante il terrore che suscitava, tutti quanti noi infanti nutrivamo per lui rispetto ed ammirazione. Anche i genitori, mamme in prima linea, stravedevano per lui, elevandolo al ruolo di tutore dell'ordine morale. E, quando durante il rito del "segno di pace", egli richiamava a sè i bambini esigendo il "bacetto" erano le stesse mamme ad incitare i pargoli a correre verso l'altare (e correvano sul serio). Ma c'era qualcosa che non andava in tutto questo, qualcosa di molto losco e sospetto, di cui avevo la percezione quando il prete mi prendeva da una parte isolandomi dagli altri bambini ed iniziava a farmi complimenti ingiustificati, data la scarsa confidenza che io comunque avevo con lui (ero tra quelli che si rifiutavano di accordargli il segno di pace).
Un bel giorno, dopo circa un mese di assenza dalla parrocchia, tornai e trovai nell'assemblea facce da funerale che ancora ho impresse nella retina. Il nuovo prete sull'altare ci informò che padre N. era stato trasferito per motivi di forza maggiore. La settimana dopo mia madre mi portò in un'altra parrocchia senza addurre spiegazioni. Non misi più piede lì dentro per anni e anni.
Più di dieci anni dopo, in una discussione di famiglia, saltò fuori il vero motivo del trasferimento.
Il Don aveva tentato di ingropparsi un ragazzino.
Ma la cosa più sconcertante, in tutto ciò, furono le dinamiche dello scandalo silenzioso... Per cui sapevano tutti e non parlava nessuno. Oltre naturalmente al fatto che il ragazzino vittima della molestia sarei potuto tranquillamente essere io.....