Cervello di scimmia semifreddo
Ricevo una lettera di Simo la trottola recante il seguente interrogativo:
"Ciao Jinzo, hai letto la proposta di legge di BDV sulla sperimentazione sugli animali? Cosa ne pensi? Visto che grazie ai tuoi studi ne sai certamente più di me in materia (sono un perito in energia nucleare, fisico ambientale) vorrei sapere se è ormai così scientificamente acclarato che sperimentare sostanze sugli animali è davvero inutile se non addirittura forviante."
Ordunque mi trovo costretto a spendere due parole sulla questione, anche se mi ero promesso di non farlo, perchè gli esiti sarebbero potuti essere devastanti. Tuttavia, leggendo le prime righe di apertura dell'articolo pubblicato su Notizie Radicali e linkato qui sopra, non posso astenermi, poichè il limite è stato abbondantemente superato.
"Al di là della concordanza sul fatto che la sperimentazione animale e la vivisezione siano inutili, dannose, inaffidabili, oltre che barbare e cruente....."
Mi basta commentare questa premessa per arrivare al punto. Al di là del fatto che non c'è alcuna concordanza, se non tra qualche animalista scemo, mi chiedo francamente chi abbia avuto il coraggio di tirare fuori dal cilindro questa colossale, enorme, patetica, demenziale, raccapricciante, mefistofelica, cosmica, tracotante, superba, macroscopica serie di idiozie.
Ora, cosa ci sia di dannoso per l'umanità nella sperimentazione animale mi rimane davvero oscuro; cosa ci sia di inaffidabile dovremmo chiederlo invece ai talebani che con le loro patetiche proibizioni ci impediscono di sviluppare modelli animali affidabili. Di barbaro e violento non c'è un cazzo, visto che gli animali vengono trattati davvero con i guanti di velluto, specialmente quando si compiono protocolli invasivi su di loro, che portano persino alla rivoluzione di interi progetti scientifici, allo scopo di far soffrire gli animali il meno possibile. L'unica barbarie, semmai, è l'ignoranza di chi pretende di dettare legge per sentito dire, senza aver mai messo piede in un laboratorio.
Ma è di norma che quando si arrivi a toccare il fondo si inizi a scavare. Ed ecco che la sperimentazione animale diventa persino inutile.
Vi è una branca della biologia, quella di cui in particolare il sottoscritto si occupa, che prende il nome di psicobiologia. Tale disciplina ha trai suoi principali obiettivi quello di produrre modelli animali di patologie neurologiche e deficit comportamentali gravissimi che affligono gli esseri umani. Lo scopo è quello di ricreare la condizione di malattie come Parkinson, Alzheimer, Huntington, Skizofrenia, autismo, ecc.... in animali da laboratorio e studiare quindi le basi organiche e l'eziologia di essi, oltre che verificare la possibilità di correzione del deficit comportamentali, utilizzando approcci psicofarmacologici o biotech (impianto di cellule staminali, quelle che i papisti hanno vietato, esatto), sviluppando così metodiche applicabili successivamente sugli esseri umani, in caso di successo. Ora nel momento in cui devono essere creati questi modelli, ai poveri topi, o alle povere scimmie, è necessario scassare il sistema nervoso, altrimenti la patologia non può essere simulata. Questo però non viene fatto in maniera barbara, nè violenta, anzi. Viene fatto con una serie di procedure fini e regolamentate. La patologia indotta artificialmente viene identificata mediante test comportamentali, come ad esempio il Rotarod, per il Parkinson, il Morris Water Maze, per l'Alzheimer, o il Wisconsin General Test, per i deficit cognitivi e mnestici nelle scimmie (spiegazioni nei commenti). Successivamente si procede ad identificare i possibili meccanismi di recupero per tali disordini del comportamento allo scopo di sviluppare farmaci o metodiche che riproducano gli stessi effetti sull'uomo.
Una buona parte delle scoperte che abbiamo compiuto in tutta la storia delle neuroscienze derivano esattamente dallo studio dei modelli animali, come quelli elencati qui sopra. Oggi qualcuno si è inventato che la ricerca sugli animali è dannosa per l'umanità ed inutile. Cosa fare, allora?
Abolire o limitare la ricerca sugli animali e passare direttamente all'uomo? Sarebbe divertente, anzi, curioso. Più che altro perchè il problema che da sempre riguarda le neuropsicologia clinica è proprio l'impossibilità di sperimentare sui pazienti umani farmaci o affini.... Il che sarebbe un po' immorale, perchè impiantare cellule staminali ingegnerizzate nel cranio di una persona rischiando di causarle un teratoma e farle crescere i denti nel cervello non mi sembra proprio il massimo del politicamente corretto.... Oppure che so io, si potrebbe utilizzare la magica "R" di Replacement e sostituire la inutile ricerca animale con una ricerca cellulare in vitro. Anche se, in questo caso, mi sfugge davvero come sia possibile studiare gli effetti di farmaci sul comportamento, senza possedere un essere dotato di comportamento. Magari, che so io, si osserverà il recupero dei deficit motori vedendo le cellule camminare come Lazzaro. Oppure si passerà ai famosissimi test cognitivi su estratti di cervello di scimmia, cercando di studiare come una cellula sia dotata di ragionamento.
Insomma, in attesa che anche la psicobiologia venga assassinata nel nostro Paese, così come è già avvenuto in parte con la ricerca sulle staminali, comincio a fare la valigia.... Tanto ormai la situazione è chiara.
Tempo fa accennai a come in una discussione con un sinistrato, o almeno con chi fa uso di paradigmi socialisti, spesso capiti di partire da una questione, le tasse ad esempio, e tornare progressivamente indietro, finchè, nella disputa tra massimi sistemi, si arriva ad un punto morto. All'ennesima tenzone, ormai sono convinto che tale punto morto corrisponda al problema del Contratto Sociale. I socialisti sono convinti dell'esistenza di un contratto che qualunque essere umano alla nascita è costretto a firmare in virtù del suo carattere sociale; cioè, secondo loro, l'uomo paga il prezzo del vivere civile imponendosi il giogo alla nascita, allo scopo di poter vivere nella società. Se attaccati sull'assenza del libero arbitrio (ammesso che esso esista) e sul concetto di servitù della gleba insito in questa loro visione della realtà, i sinistrati rispondono che in realtà il libero arbitrio resta intatto. Chi non vuole accettare il giogo dei diritti positivi e del parassitismo reciproco può comprarsi un'isola deserta in mezzo all'Oceano e vivere lì da solo senza alcuna limitazione alla propria libertà individuale. In poche parole, il contrario della schiavitù, secondo loro, sarebbe l'esilio forzato. Tuttavia, mi sfugge allora il motivo in base al quale, in un regime socialista, se io decido di chiamare la mia proprietà isola e di tagliare i rapporti con il resto della società rifiutando ogni forma di servizio pubblico e smettendo dunque di pagare le tasse, come minimo vado in galera. Ma a monte di tutto questo: voi alla nascita avete firmato contratti di sorta? O siamo forse di fronte all'ennesimo capitolo della Bibbia Rossa?
Due filosofi della mente avanguardisti, 













