Il papa è socialista
Tempo fa, di fronte ad un piatto di carbonara da lui gentilmente offertomi, Carmelo Palma mi rivelò di essere del tutto scettico nei confronti dell'approccio anticlericale adottato dai radicali. I motivi di queste riserve erano legati allo statalismo celato dietro il concetto di laicità e ad un certo pregiudizio ideologico che conduce ad una visione miope della realtà ed impedisce ai radicali di rendersi conto del ruolo sociale che investe la Chiesa. Ma da qualche tempo a questa parte, in seguito agli attacchi anticapitalisti del Papa, l'approccio moderatamente anticlericale evidentemente non basta più e allora Palma, sull'Opinione, scrive questo articolo. Inutile dire che si tratta di un articolo encomiabile. Quello che però mi colpisce, è il tentativo di molti individui, nella blogosfera, come nel mondo della politica, di salvare il papa, cercando a tutti i costi di giustificare la sua linea, facendola passare per una forma di omelia privatistica, invece che come una critica di sistema. A costoro, Carlo Lottieri in primis, Palma risponde così:
"Ma è credibile che il Papa usi impropriamente, per una sorta di lapsus calami, il termine “capitalismo” come sinonimo di egoismo individuale?"
Partendo da un'ottica oggettivista, tuttavia, nemmeno con questa forma di giustificazione si potrebbe pensare di salvare il pontefice dalla sua deriva socialista. Infatti l'egoismo individuale non può che essere il concetto fondante del sistema capitalistico, basato appunto sulla glorificazione dell'individuo, che, in termini soggettivi, è traducibile con il termine egoismo. Attaccare l'egoismo individuale equivale dunque ad attaccare il capitalismo. O si accetta la logica egoistica come base del capitalismo, il che equivale a dire la "logica del profitto", oppure si pone alla base di esso la misantropia del sacrificio. Nel caso si facesse quest'ultima cosa, dunque, come vorrebbero tanti chierici, bisognerebbe prendere atto di non avere più un sistema capitalistico, ma un sistema socialista, socialdemocratico..... o forse è meglio chiamarlo solidarista, allo scopo di essere più generici e inclusivi possibile.
La difesa del papa, che nel frattempo gli stunt-men papisti destroidi stanno intraprendendo in questi giorni, ha davvero del risibile, dunque. Fanno quasi tenerezza, nel momento in cui attaccano i comunisti sull'economia e poi, sugli stessi temi, sono costretti a compiere autentiche acrobazie per difendere il loro gerofante. Adesso, una delle idiozie più di moda consiste nel dichiararsi a favore del libero mercato, ma contro il libero mercato fondamentalista o estremo. Capito il giochino? Ci vengono a dire "libero sì", "liberissimo no". Ma se in un piatto di tortellini aggiungete un tortellino ripieno di sterco, il piatto intero diventa una merda, o no?

Sembra che durante la manifestazione di
Solitamente quando vedo un post che supera le 20 righe di lunghezza non lo inizio nemmeno a leggere, oppure mi fermo a metà. In parte a causa della grande quantità di spazzatura che la blogsfera produce, in parte a causa della noia che mi sovviene di volta in volta. Tuttavia per
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Credo che il governo Prodi sia vicino alla caduta. Un ottimo segnale di questo è il fatto che Livia Turco, dopo aver tentato, tempo fa, un sabotaggio della legge 40, (purtroppo fallito) volendo affidarne la revisione delle linee guida a 













