domenica, 30 settembre 2007 | in : cattocomunisti, papisti, talebani, oggettivismo, libbbbberali

Il papa è socialista

Tempo fa, di fronte ad un piatto di carbonara da lui gentilmente offertomi, Carmelo Palma mi rivelò di essere del tutto scettico nei confronti dell'approccio anticlericale adottato dai radicali. I motivi di queste riserve erano legati allo statalismo celato dietro il concetto di laicità e ad un certo pregiudizio ideologico che conduce ad una visione miope della realtà ed impedisce ai radicali di rendersi conto del ruolo sociale che investe la Chiesa. Ma da qualche tempo a questa parte, in seguito agli attacchi anticapitalisti del Papa, l'approccio moderatamente anticlericale evidentemente non basta più e allora Palma, sull'Opinione, scrive questo articolo. Inutile dire che si tratta di un articolo encomiabile. Quello che però mi colpisce, è il tentativo di molti individui, nella blogosfera, come nel mondo della politica, di salvare il papa, cercando a tutti i costi di giustificare la sua linea, facendola passare per una forma di omelia privatistica, invece che come una critica di sistema. A costoro, Carlo Lottieri in primis, Palma risponde così:

"Ma è credibile che il Papa usi impropriamente, per una sorta di lapsus calami, il termine “capitalismo” come sinonimo di egoismo individuale?"

Partendo da un'ottica oggettivista, tuttavia, nemmeno con questa forma di giustificazione si potrebbe pensare di salvare il pontefice dalla sua deriva socialista. Infatti l'egoismo individuale non può che essere il concetto fondante del sistema capitalistico, basato appunto sulla glorificazione dell'individuo, che, in termini soggettivi, è traducibile con il termine egoismo. Attaccare l'egoismo individuale equivale dunque ad attaccare il capitalismo. O si accetta la logica egoistica come base del capitalismo, il che equivale a dire la "logica del profitto", oppure si pone alla base di esso la misantropia del sacrificio. Nel caso si facesse quest'ultima cosa, dunque, come vorrebbero tanti chierici, bisognerebbe prendere atto di non avere più un sistema capitalistico, ma un sistema socialista, socialdemocratico..... o forse è meglio chiamarlo solidarista, allo scopo di essere più generici e inclusivi possibile. 

La difesa del papa, che nel frattempo gli stunt-men papisti destroidi stanno intraprendendo in questi giorni, ha davvero del risibile, dunque. Fanno quasi tenerezza, nel momento in cui attaccano i comunisti sull'economia e poi, sugli stessi temi, sono costretti a compiere autentiche acrobazie per difendere il loro gerofante. Adesso, una delle idiozie più di moda consiste nel dichiararsi a favore del libero mercato, ma contro il libero mercato fondamentalista o estremo. Capito il giochino? Ci vengono a dire "libero sì", "liberissimo no". Ma se in un piatto di tortellini aggiungete un tortellino ripieno di sterco, il piatto intero diventa una merda, o no?

Jinzo @ 17:38 | commenti (35)(popup) | commenti (35)
venerdì, 28 settembre 2007 | in : personali, blogosfere

Luisa mi stai guardando adesso?

Te ne sei andata, oggi, così. Troppe cose avevo ancora da dirti, troppe da raccontarti. Sono fermo con lo sguardo fisso nel vuoto. La mente torna a quando ti sedesti accanto a me, a tavola.

Era davvero difficile sentirsi triste, quando Luisa ti sorrideva.

Jinzo @ 16:04 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 26 settembre 2007 | in : politica, liberalismo, guru, capezzone, della vedova, deciderenet

Golconda

Sembra che durante la manifestazione di Decidere.net, del 22 settembre scorso, Daniele Capezzone abbia chiamato a parlare sul palco Benedetto Della Vedova definendolo "un grande amico con il quale poter tornare a lavorare presto insieme". Solo in quell'istante, a distanza di mesi, come illuminazione, mi è giunto di colpo chiaro il senso di quella che allora mi parve una delle più stratosferiche minchiate che il Guru riuscì a partorire, cioè l'Alternanza per l'Alternativa. Alla luce dei fatti, questa alternanza, quella prodiana, dello 0,1% in più, ha fatto capire a molti, Capezzone compreso, che semplicemente non c'è alternativa.

Jinzo @ 19:14 | commenti (27)(popup) | commenti (27)
martedì, 25 settembre 2007 | in : zecche, idiotarians, sinistrerie, libbbbberali

Mongolini

Fate una cosa, quando vi capita. Andate al supermercato e comprate Anarchia Stato e Utopia di Robert Nozick, uno dei filosofi di punta del Partito Libertario; poi comprate Teoria della Giustizia, di John Rawls, la punta di diamante dei liberals. Poi fate il favore: leggeteli. Se trovate solo "qualche sfumatura di differenza", qualcuno vi regalerà il mongolino d'oro (il suo si intende).

Per informazioni:nei commenti.

Jinzo @ 18:41 | commenti (16)(popup) | commenti (16)
lunedì, 24 settembre 2007 | in : capezzone, blogosfere, flames, deciderenet, malvini

Malvino è di destra

Solitamente quando vedo un post che supera le 20 righe di lunghezza non lo inizio nemmeno a leggere, oppure mi fermo a metà. In parte a causa della grande quantità di spazzatura che la blogsfera produce, in parte a causa della noia che mi sovviene di volta in volta. Tuttavia per Castaldi faccio quasi sempre un'eccezione. Ai tre quarti del post ci arrivo, o meglio, leggo l'inizio, tralascio il mezzo e vado tosto alla fine. Ti colpisce, Malvino, con questo stile provocatorio dal linguaggio aulico e a volte tracotante, che sembra non dica un cazzo, ma alla fine dice tutto. Ebbene mi capita di leggere ieri i tre quarti delle critiche mosse a decidere.net e alla manifestazione antisindacale del 22 settembre e, di conseguenza, certo che il post non si rivolga ad un laicista, marcio, nequizioso e anticristiano, ma dell'altra sponda (politica, ovviamente), come me, non posso che rispondere con il presente scritto, onde evitare di trovarmi per caso al di fuori della ambita categoria degli amici di malvino, e dunque essere costretto a sciacquare lo scroto partenopeo, il che è attività poco laica e pienamente democratica, converrete voi.

Tralasciando ora la premessa castaldiana (si può dire castaldiana o è meglio castaldereccia?), incentrata sugli errori di Capezzone nel Partito Radicale, come se effettivamente tutte le improbabili mozioni, i congressi, le votazioni ed altre amenità contassero effettivamente una minchia da quelle parti (tanto alla fine decide il Guru comunque).... Ebbene mi concentrerei sui fatti. Fatti di cui ovviamente ho preso atto guardando decidere.tv; figuriamoci infatti se il sottoscritto aveva ulteriore tempo da perdere sui mezzi pubblici per raggiungere il Pantheon. Fossero state duemila persone, come dice Libero, mille come dice tutto il resto della stampa, 100 come dice il Guru o 4 (Capezzone, Punzi, Nardi e Malvino), non credo costituisca un problema. Il fatto rilevante è che in piazza c'erano i cosiddetti liberali riuniti, cosa mai accaduta fino ad ora, nonostante i vari tentativi effettuati nel corso degli anni dopo la caduta della prima repubblica. Il merito di decidere, più che una questione di quantità, riguarda dunque un aspetto qualitativo: quello di aver finalmente aggregato chi fino a ieri cercava rappresentanza politica, ma non la otteneva. Resta il problema dei cosiddetti intrusi, ossia i forzisti. Orbene mi sembra che su questo punto Castaldi abbia ragione: in effetti FI c'entra con il liberalismo come i cavoli a merenda. Tuttavia, a noi, effettivamente, cosa ce ne frega? Nel senso che essendo noi americani, abiamo la presunzione di considerare i grandi partiti come dei maxi-comitati elettorali, nulla più. Quindi, l'obiettivo è semplicemente quello di modificare la presente legge elettorale e usare chicchessia, compresa FI, per presentare le liste di Decidere....

A meno che Castaldi non abbia un pregiudizio ideologico contro la categoria politica etichettata con il termine "destra", ma mi risulterebbe difficile a crederlo, dal momento che lui è uomo di destra. Eh sì, perchè ciascuno di noi dovrebbe capire che la destra non è un'ideologia, è un'indole. Castaldi non può che essere di destra, dunque, perchè è un intollerante. Proprio come il sottoscritto. E quindi non credo che abbia, in fondo alla sua anima, ammesso e non concesso che ne possegga una, il desiderio di rimanere tra gente che difende zingari, lavavetri e naturisti, come il partito radicale.....

Orsù, Malvino, la attendiamo a braccia aperte, in fondo qui, a battersi contro il papismo, siamo già in parecchi. Salti il fosso, su.

Jinzo @ 11:58 | commenti (49)(popup) | commenti (49)
domenica, 23 settembre 2007 | in : cattocomunisti, papisti

Si può non scegliere Dio?

"La logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento del pianeta. Quando invece prevale la logica della condivisione e della solidarietà, è possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo, per il bene comune di tutti. In fondo si tratta della decisione tra egoismo e amore, tra giustizia e disonestà, in definitiva tra Dio e Satana".

- Benedetto XVI

Jinzo @ 15:06 | commenti (28)(popup) | commenti (28)
sabato, 22 settembre 2007 | in : zecche, liberalismo, capezzone, deciderenet, sinistrerie, sozzoni

Chi è il vero comunista?

Questo blog aderisce alla manifestazione promossa da Daniele Capezzone e dal network Decidere.net in difesa di quegli stessi lavoratori e di quei giovani che la sinistra comunista ed il soviet sindacale di mattina pretendono di difendere e di pomeriggio derubano e umiliano, allo scopo di assicurare pensioni parassitarie a gente di 58 anni, fomentando così la piaga del lavoro nero che loro stessi si preoccupano poi di denunciare.

Jinzo @ 09:58 | commenti (19)(popup) | commenti (19)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : aborto, divorzio, papisti, oggettivismo, paleolibertarismo

Paleopreoccupazioni

Una delle critiche che i paleolibertari sono soliti rivolgere ai neolib è quella di cedere al compromesso statale pur di ottenere dei diritti prima inesistenti. Lo stesso punto, come il diabolico transilvano ci fa notare, è portato avanti da Leo Facco su libertari.org in riferimento alle leggi sull'aborto e sul divorzio, definite illiberali a causa della statalizzazione delle due materie etiche, sorta in virtù della regolamentazione passata. Quello che proprio non riesco a capire è la logica di tali critiche. Cerchiamo di metterla in evidenza:

Proibizionismo: implica il riconoscimento morale forzato dell'illegalità di aborto e divorzio. In più nega il diritto di riccorrere a queste due pratiche.

Regolamentazione: implica ugualmente il riconoscimento forzato dell'aborto e del divorzio. Tuttavia concede il diritto a farlo.

Ebbene, come vedete i conti non tornano. Sembra quasi che per i paleo sia meglio che lo stato neghi un diritto a tutti, piuttosto che lo stesso stato abbia il diritto di concederlo. Se il problema riguarda il finanziamento pubblico forzato delle due pratiche mediante le tasse, allora semplicemente si fa riferimento alla privatizzazione del sistema sanitario e alla destatalizzazione del matrimonio. Quindi semplicemente stiamo parlando di altro. Che le due leggi in questione siano perfettibili in maniera tale da renderle più liberali per tutti è un dato di fatto. Si dovrebbe ad esempio dare la possibilità ai cittadini di scegliere o meno se finanziare le seguenti pratiche con i fondi provenienti dalle imposte da loro pagate. Di certo non si può pensare che la proibizione di qualunque diritto abbia alcunchè di liberale (motivo per cui l'astensione al famoso referendum sulla procreazione non può che essere giustificata con motivazioni clericofasciste). Quelle leggi di conseguenza non possono che essere considerate la soluzione più liberale possibile nel frangente in cui sono state prodotte. 

Jinzo @ 13:59 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : cattocomunisti, papisti, talebani, sinistrerie

Partito Demografico

Credo che il governo Prodi sia vicino alla caduta. Un ottimo segnale di questo è il fatto che Livia Turco, dopo aver tentato, tempo fa, un sabotaggio della legge 40, (purtroppo fallito) volendo affidarne la revisione delle linee guida a Maura Cossutta, oggi si inginocchia e sostiene che l'embrione abbia dignità umana. Evidentemente dalle parti del governo c'è aria di crisi e allora il partito democratico comincia subito a raccomandarsi l'anima a Dio (e i voti ai cardinali).

Jinzo @ 08:36 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
martedì, 18 settembre 2007 | in : personali, zecche, sinistrerie, sozzoni

Scrostamenti

Ancora me la ricordo la mia prima apparizione in un'aula della facoltà di psicologia. Impatto duro per il sottoscritto, dopo anni trascorsi nell'ambito di una facoltà rigidamente a numero chiuso e con quattro gatti di compagni seduti in aule minuscole. Ambiente ampio e tracotante di folla, gente seduta a terra, professore intento a spegnere i bollenti spiriti ogni 5-10 minuti, nauseabondo odore di fumo proveniente dai corridoi, caldo asfissiante, brusio di fondo incontrastabile, veri e propri salotti di conversazione nelle ultime file. Inutile dire che il parlato del professore sovveniva alle mie orecchie come l'audio di qualche televisione privata di quarta categoria che trasmette con il baracchino. Ebbene oggi mi capita di accendere la tv e di vedere al tg un branco di sinistrati nell'atto di contestare il ministro da loro eletto, a che elimini il numero chiuso dalle università. Evidentemente il concetto di università orgiastica che costoro possiedono prevede l'estensione della cagnara sopra descritta all'intero elenco delle facoltà. Immaginate dunque una lezione di neurobiologia, ingegneria elettronica, cardiologia, odontoiatria, ecc.... effettuata insieme a falliti costretti a studiare dai genitori, ragazzette accaldate con il lucidalabbra, energumeni catenati, braccia rubate alle miniere, artisti della canna, ecc.... Intenti a compiere attività del tutto alternative all'argomento di lezione, nonchè a disturbare o a far incazzare i professori. Senza contare poi le volte in cui tali personaggi si presentano agli esami senza aver aperto libro, con immensa perdita di tempo, innervosimento del docente e danno ai colleghi più seri. E tutto questo in nome del sacrosanto diritto allo studio, che, essendo nella loro accezione un diritto assolutamente positivo, semplicemente non esiste. E allora, dunque, restino i corsi a numero chiuso, anzi, vengano estesi, affinchè solo i migliori progrediscano e la feccia venga finalmente scrostata dalle nostre università.

Jinzo @ 23:41 | commenti (25)(popup) | commenti (25)