Malvino è di destra
Solitamente quando vedo un post che supera le 20 righe di lunghezza non lo inizio nemmeno a leggere, oppure mi fermo a metà. In parte a causa della grande quantità di spazzatura che la blogsfera produce, in parte a causa della noia che mi sovviene di volta in volta. Tuttavia per Castaldi faccio quasi sempre un'eccezione. Ai tre quarti del post ci arrivo, o meglio, leggo l'inizio, tralascio il mezzo e vado tosto alla fine. Ti colpisce, Malvino, con questo stile provocatorio dal linguaggio aulico e a volte tracotante, che sembra non dica un cazzo, ma alla fine dice tutto. Ebbene mi capita di leggere ieri i tre quarti delle critiche mosse a decidere.net e alla manifestazione antisindacale del 22 settembre e, di conseguenza, certo che il post non si rivolga ad un laicista, marcio, nequizioso e anticristiano, ma dell'altra sponda (politica, ovviamente), come me, non posso che rispondere con il presente scritto, onde evitare di trovarmi per caso al di fuori della ambita categoria degli amici di malvino, e dunque essere costretto a sciacquare lo scroto partenopeo, il che è attività poco laica e pienamente democratica, converrete voi.
Tralasciando ora la premessa castaldiana (si può dire castaldiana o è meglio castaldereccia?), incentrata sugli errori di Capezzone nel Partito Radicale, come se effettivamente tutte le improbabili mozioni, i congressi, le votazioni ed altre amenità contassero effettivamente una minchia da quelle parti (tanto alla fine decide il Guru comunque).... Ebbene mi concentrerei sui fatti. Fatti di cui ovviamente ho preso atto guardando decidere.tv; figuriamoci infatti se il sottoscritto aveva ulteriore tempo da perdere sui mezzi pubblici per raggiungere il Pantheon. Fossero state duemila persone, come dice Libero, mille come dice tutto il resto della stampa, 100 come dice il Guru o 4 (Capezzone, Punzi, Nardi e Malvino), non credo costituisca un problema. Il fatto rilevante è che in piazza c'erano i cosiddetti liberali riuniti, cosa mai accaduta fino ad ora, nonostante i vari tentativi effettuati nel corso degli anni dopo la caduta della prima repubblica. Il merito di decidere, più che una questione di quantità, riguarda dunque un aspetto qualitativo: quello di aver finalmente aggregato chi fino a ieri cercava rappresentanza politica, ma non la otteneva. Resta il problema dei cosiddetti intrusi, ossia i forzisti. Orbene mi sembra che su questo punto Castaldi abbia ragione: in effetti FI c'entra con il liberalismo come i cavoli a merenda. Tuttavia, a noi, effettivamente, cosa ce ne frega? Nel senso che essendo noi americani, abiamo la presunzione di considerare i grandi partiti come dei maxi-comitati elettorali, nulla più. Quindi, l'obiettivo è semplicemente quello di modificare la presente legge elettorale e usare chicchessia, compresa FI, per presentare le liste di Decidere....
A meno che Castaldi non abbia un pregiudizio ideologico contro la categoria politica etichettata con il termine "destra", ma mi risulterebbe difficile a crederlo, dal momento che lui è uomo di destra. Eh sì, perchè ciascuno di noi dovrebbe capire che la destra non è un'ideologia, è un'indole. Castaldi non può che essere di destra, dunque, perchè è un intollerante. Proprio come il sottoscritto. E quindi non credo che abbia, in fondo alla sua anima, ammesso e non concesso che ne possegga una, il desiderio di rimanere tra gente che difende zingari, lavavetri e naturisti, come il partito radicale.....
Orsù, Malvino, la attendiamo a braccia aperte, in fondo qui, a battersi contro il papismo, siamo già in parecchi. Salti il fosso, su.