sabato, 01 dicembre 2007 | in : politica, conservatori, liberalismo, partito unico

Gazebi

Oggi Forza Italia organizza i famosi gazebi, in cui si potrà scegliere il nome del nuovo partito-network. Ovviamente, visto l'andazzo populista che la cosa sta inevitabilmente assumendo, invito tutti quanti a votare per la dicitura "Partito delle Libertà", affinchè ci si possa cautelare da ogni forma di riferimento al popolo, alla massa, al pugno chiuso, ai pecoroni. Cerchiamo di mettere in chiaro sin da subito che il nuovo partito si deve fondare sulla libertà e non sul popolo, cosa che i cosiddetti moderati, ossia i democristiani riciclati, sembrano già voler mistificare.

Jinzo @ 13:57 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
venerdì, 12 ottobre 2007 | in : conservatori, aborto, divorzio, eutanasia, liberalismo, talebani

La prima pietra

Attenzione: in virtù della confusione suscitata da questo post in alcuni lettori libertari ho ritenuto opportuno compiere delle modifiche. Da quanto scritto precedentemente sembrava che Rudy fosse un libertario. Invece non lo è. Rudy resta sempre un neocon; tuttavia, a noi libertari italiani fa comodo che vinca, per i motivi di laicità e modernizzazione della CdL illustrati nel post. 

Ron Paul non mi ha mai affascinato più di tanto. Per carità, le sue posizioni economiche altamente antistataliste e antitributarie lo rendono senza dubbio un candidato ottimale per la Casa Bianca, non solo per un libertario, ma anche per un comune repubblicano. Il fatto che Ron sia pro-life, inoltre, non costituisce assolutamente un problema, poichè, a differenza dei tanti talebani nostrani che si nascondono risibilmente dietro al liberalismo per proibire poi a destra e a manca, Ron Paul vorrebbe la destatalizzazione di qualunque aspetto che riguardi l'etica, con il confinamento di tutti questi temi nella sfera del privato. Posizione che direi senza dubbio equilibrata e condivisibile, quella di "privatizzare" l'etica. Ciò che tuttavia oscura la figura di Ron è costituito dalle sue posizioni anti-war che lo pongono al pari di un qualunque liberal: sembra infatti che anche lui parli, ahinoi, del petrolio iracheno come movente della seconda guerra del golfo. Ergo, come già ho ritenuto opportuno fare tempo fa, supporterò Rudy Giuliani. Non che sia un candidato libertario o abbia a che fare con il libertarismo, ci tengo a precisarlo per chiunque legga questo blog per la prima volta. L'unico candidato libertario alla casa bianca resta comunque Ron Paul. Ma a parte il fatto che quest'ultimo difficilmente potrà vincere, supporterò Rudy anche in virtù di quanto riportato oggi sull'Occidentale. Sembra che infatti Rudy Giuliani sia stato bacchettato dall’arcivescovo di St. Louis, Raymond Burke, che, a causa delle posizioni pro-choice del candidato repubblicano favorito, gli negherebbe il sacramento della Comunione. Inoltre, parte del blocco repubblicano cattolico non sarebbe intenzionato a votare il candidato Giuliani per evitare che un presidente abortista dissolva le fatiche che da anni stanno portando avanti. Dunque, come si può chiaramente capire, queste elezioni americane rappresentano per noi libertari una doppia sfida, la prima combattuta all'esterno del partito repubblicano, contro la sinistra e la socialdemocrazia dei liberals; la seconda all'interno, contro il moralismo bigotto dei christian conservatives. Dunque partiremo dagli USA per dimostrare al mondo che un'altra destra è possibile, una destra che non si inginocchia alle confessioni religiose, che si candida alla guida di un Paese sostenendo la libertà di scelta dell'individuo sempre e comunque. Una destra che non parla di famiglia avendone due alle spalle, che non espropria la proprietà del corpo ai malati, che non trova persone dentro le provette e che può dire "sì sono pluridivorziato e ho convissuto con amici omosessuali per mesi". Se Rudy dovesse vincere, dunque, in Italia sarebbero in parecchi a prenderselo nel guru. Noi ci auguriamo che ciò avvenga.

Forza Rudy.

Jinzo @ 14:56 | commenti (36)(popup) | commenti (36)
venerdì, 05 ottobre 2007 | in : conservatori, liberalismo, coatti, papisti, oggettivismo, filomeni

Libertari, marxisti, Ciccioline, Orsoline (pt.1)

Se l'Occidentale a volte può stupirci, c'è da ammettere che in linea di massima fa vomitare. Il fatto è che quando si vuole fare cultura a partire dal "liberalismo sociale e cristiano" si è necessariamente inclini alla nemesi della puttanata gratuita, nonchè dell'idiozia a buon mercato. Logica capitalista e liberista, quella del mercato, ma me lo si lasci dire, bisogna sapersi districare nei cumuli di spazzatura che essa produce. E dunque mi capita di leggere un articolo sull'Occidentale, nel quale l'autore si propone di smontare la teoria libertaria, utilizzando tra l'altro i soliti e stravecchi somari da guerra di chi, da posizioni conservatrici, continua di giorno in giorno a rimpinzare la Bestia, per poi dare dell'idealista a destra e a manca. Liberty First per primo ha sollevato la questione, lanciando una contro-critica molto articolata. Tuttavia, questa volta, ritenendo il suo intervento un tantino insufficiente, due paroline, ma giusto due, le spreco anche io, più che altro perchè la sgangheratezza delle tesi sostenute dall'autore dell'articolo mi sembra vada ben oltre ciò che LF mette in luce.

Ebbene, l'attacco alla teoria libertaria si dipana seguendo queste direttrici:

1) Il libertarismo è utopia.
2) Il libertarismo è il marxismo rovesciato.
3) L'anarcocapitalismo non è mai stato una realtà storica.
4) I libertari non hanno alternative concrete alla democrazia.
5) I libertari sono costruttivisti rovesciati.


Cerchiamo di demolire questi quattro ronzini da battaglia:

1) Se per utopia si intende un qualcosa che non ha riscontro nella realtà del tempo, allora anche volare, nell'epoca di Leonardo Da Vinci, poteva essere considerato un'utopia. Attualmente però, nell'era dei concord, possiamo dire che volare non è utopia, ma realtà. Come avrete intuito, il fatto è che molta gente continua ad usare il termine utopia in modo del tutto truffaldino, ossia come sinonimo di "altamente improbabile se inquadrato nel contesto contemporaneo". Su questa confusione si fanno grandi i critici del libertarismo. Se si restituisse al termine "utopia" il concetto di "impossibile", allora effettivamente ci accorgeremmo tutti che il libertarismo non è affatto impossibile, è solo molto improbabile, nel nostro attuale contesto storico.

2) Che il marxismo sia un'utopia questo è chiaro. Già i fondamenti sono di natura del tutto religiosa, a partire dalla convivenza tra "assenza di sovrastrutture" e "potere alla collettività". Ma chi è che rappresenta la collettività se non una sovrastruttura? Insomma manco Marx aveva trovato la soluzione per questa contraddizione, come per tante altre che possiamo reperire leggendo i suoi scritti. Una società puramente marxista, di conseguenza, non potrà mai esistere. Gli esempi delle più brutali dittature comuniste, mostrano che il marxismo, per trovare una forma nel reale, non può che essere del tutto stravolto. Il libertarismo, al contrario, si fonda su presupposti logici che non prevedono alcuna contraddizione o follia di fondo. Descrive una società in cui i sentimenti di amore, solidarietà, fratellanza, giustizia sociale, ecc.... posti a fondamento della società marxista, possono anche non esistere. Il problema grave è come arrivare all'anarco-capitalismo.

3) L'anarchia islandese, come illustra David Friedman, mostra chiaramente che il libertarismo, oltre a non essere un sistema impossibile, è di fatto una realtà storica.

[Continua...]

Jinzo @ 13:05 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
giovedì, 13 settembre 2007 | in : politica, conservatori

Pulizie di fine estate

In prima pagina su Tocque-Ville campeggia lo speciale Atreju. Mi capita pure di leggerne il programma e mi sembra a prima vista migliore di quello dell'anno scorso. Magari, forti dell'esclusione di Storace e affini, questa volta ci risparmieremo la solfa sui fascisti esclusi dagli spazi sociali e comunicativi, gli applausi a Bertinotti, gli scimmioni skynhead afasici ed "il caso umano Karl Schmitt", declamato con ardore dal pulpito.

Jinzo @ 11:28 | commenti (4)(popup) | commenti (4)