La bottiglia di Klein pt.2
Per realizzare la bottiglia di Klein dobbiamo "torcere" un tubo prima di farne combaciare le estremità, esattamente come abbiamo fatto per il nastro di Moebius. Questa operazione non può farsi nel nostro universo, a meno di non riuscire a far compenetrare il tubo in se stesso....
Enrico Boselli tempo fa ha lanciato un appello ai Liberalsocialisti. Non ho mai creduto che tale ultimo termine potesse avere un senso logico, tuttavia finalmente oggi riesco a denotare cosa si intende per liberalsocialista. Il socialista liberale altro non è che il socialista che ha deciso di fare i conti con l'economia. E' il socialista sconfitto dalla storia che vuole continuarsi a chiamare tale, pur avendo preso consapevolezza della amara realtà, ma allo stesso tempo, per ripicca, vuole continuare a perseguire a tutti i costi un minimo di ideologia veterosocialista. Vi presento ora quelli che ritengo i punti più significativi del manifesto, allo scopo di discuterli insieme:
1) Consideriamo che la libertà e la giustizia sociale costituiscano un unico e indivisibile ideale. Vogliamo che a tutti siano assicurate le garanzie istituzionali, giuridiche e politiche della libertà (libertà di opinione e riunione, libere elezioni, separazione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, e separazione tra Stato e religione). Siamo favorevoli alle politiche egalitarie che si propongono di raggiungere la completa uguaglianza tra i generi, tra le persone di diverso orientamento sessuale, tra chi professa religioni diverse (o non ne professa alcuna). Vogliamo che alle garanzie di libertà e di uguaglianza dinanzi alla legge riconosciute a tutti si accompagnino anche le condizioni economiche che permettano di valersene per la piena espansione della propria vita. Alla libertà di parola e di voto, non vogliamo che si accompagni la libertà di morire di fame. Siamo quindi favorevoli alle politiche che combattono le disuguaglianze economiche.
2) (Il mercato al servizio della società). L’economia di mercato è l’unico sistema che appare vincente sul terreno dello sviluppo. In un contesto di economia mista, il pubblico (con l’eccezione della sanità e quella della scuola) non è in linea di principio più efficace del privato per raggiungere i propri scopi. Anzi, si è ormai constatato che l’estensione della sfera pubblica nell’economia, invece di espandere la democrazia, accresce la burocratizzazione e provoca l’inefficienza. L’economia di mercato, però, non può essere l’unico strumento capace di dare tutte le soluzioni adeguate alle problematiche sociali. Per questo motivo, siamo contrari a quelle concezioni che vedono nello ‘Stato minimo’ la prospettiva nella quale tutti i cittadini possono essere più liberi. Noi crediamo che la società sia formata da donne e uomini a cui occorre garantire di poter svolgere una vita indipendente, di non dover dipendere dal benvolere di altri per la propria esistenza (di avere quindi dei diritti), di essere liberi nelle proprie scelte e di poter vivere del proprio lavoro. Del resto, il mercato non è solo un meccanismo per allocare le risorse, ma è fatto di regole, tradizioni e cultura. Lo si è visto quando si sono voluti applicare criteri di mercato, validi nelle democrazie avanzate, in Paesi sottosviluppati. Senza tornare a politiche statalistiche sono comunque necessari interventi che riequilibrino il funzionamento del mercato, soprattutto nel segno delle pari opportunità e dell’equità sociale. E questo vale non solo nei confronti dei gruppi economici e finanziari, ma anche verso le vecchie e nuove burocrazie dello Stato.
Giustizia sociale, diritto positivo all'uguaglianza economica, libertà di morire di fame, interventismo statale allo scopo di sanare le disuguaglianze economiche, costruttivismo sociale, no allo Stato Minimo, neokeynesismo, regole del mercato imposte centralmente, terzoimmondismo malcelato... Mi chiedo, di fronte a tutto questo ben di Dio, in base a quale criterio un liberale dovrebbe appoggiare la Rosa nel Pugno. Avevano parlato di alternativa, ma se l'aternativa è costituita dal socialismo di Boselli, forse i libertari che hanno appoggiato la Rosa dovrebbero cominciare a sentirsi truffati, ammesso e non concesso che tali individui esistano. Attendendo una presa di distanza sulla dichiarazione di Boselli, da parte dei blogger radicali che leggono il mio blog, per adesso mi trincero su questa posizione: nello schieramento prodiano non ci sono libertari, neppure in malafede.