martedì, 04 dicembre 2007 | in : liberalismo, blogosfere, proudhon, neo-illuminismo

Achtung

Il sommo Nihil ha aperto un blog. Appena me ne sono accorto l'ho linkato immediatamente. Se chiude il blog anche stavolta finisce che ci incazziamo sul serio. Visitatelo. Anche il template wordpress è davvero gagliardo. Il secondo link che ho aggiunto è quello di Sinistra Libertaria. Vorrei cercare infatti di diffondere il più possibile queste idee riformiste, affinchè un domani possiamo sfidare una sinistra portatrice di questi valori, piuttosto che Diliberto sulla piazza Rossa col colbacco e Paola Maria Binetti col cilicio.

Jinzo @ 08:37 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
sabato, 01 dicembre 2007 | in : politica, conservatori, liberalismo, partito unico

Gazebi

Oggi Forza Italia organizza i famosi gazebi, in cui si potrà scegliere il nome del nuovo partito-network. Ovviamente, visto l'andazzo populista che la cosa sta inevitabilmente assumendo, invito tutti quanti a votare per la dicitura "Partito delle Libertà", affinchè ci si possa cautelare da ogni forma di riferimento al popolo, alla massa, al pugno chiuso, ai pecoroni. Cerchiamo di mettere in chiaro sin da subito che il nuovo partito si deve fondare sulla libertà e non sul popolo, cosa che i cosiddetti moderati, ossia i democristiani riciclati, sembrano già voler mistificare.

Jinzo @ 13:57 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
giovedì, 29 novembre 2007 | in : politica, liberalismo, capezzone, della vedova, partito unico

The end is the beginning is the end

Insomma è andata a finire che il Partito delle Libertà sarà una federazione di più forze politiche e culturali, volta a riunire tutti i moderati ed i liberali in un unico partito-network. Credo che il malcontento che aveva subito invaso chi temeva di doversi sporcare eccessivamente le mani sia a questo punto superato. Decidere.net quasi certamente prenderà parte al PPL come forza federata, così come i RL che a questo punto potrebbero aderire al network di Capezzone. In attesa che anche il PLI ed il PRI rinuncino all'idea di una folle corsa solitaria dal prefisso telefonico certo, vorrei proporre la lettura dei seguenti articoli per screditare le tesi di chi sostiene che i liberali possano avere scarso credito nel PPL.

Jinzo @ 17:41 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
martedì, 20 novembre 2007 | in : politica, liberalismo, capezzone, della vedova

Lorazepam

In queste ultime ore la blogosfera è tutto un tumulto e le crisi d'ansia regnano sovrane. Berlusconi fonda il "nuovo" Partito del Popolo delle Libertà ed ecco che già volano le vesti. Quelle stracciate di chi già pronostica l'ennesima rivoluzione fallita e quelle di chi si denuda per prepararsi ad una grande ammucchiata. Sarà che il cav. ha preso in contropiede tutti, sarà che 10 milioni di firme tirano più del famoso carro di buoi, sarà che il ricordo del 94' ancora non è del tutto sbiadito... Ma il fermento nell'aria si sente. Eccome se si sente. Prendete la faccia di Fini ieri al tg ed ecco che avete una chiara dimostrazione di ciò. Dal canto loro i liberali pure sono stati travolti dal nuovo scenario. La preoccupazione è tanta e c'è chi già teme di essere soffocato, chi prende le distanze dalle dichiarazioni di BDV e di Daniele Capezzone. Chi teme di non contare nulla all'interno del nuovo partito e chi sostiene di voler continuare sulla strada del partitino liberale in linea con l'ELDR.  Io credo che tutti quanti dovrebbero, prima di prendere decisioni avventate, sedersi, osservare e riflettere. Almeno vedere come vanno le cose, prendere atto se la fusione di FI con i circoli, con il nuovo-PSI, con la Nuova DC, con i salmoni e con Decidere possa effettivamente aprire alle dinamiche di dibattito interno mai esistite in FI fino ad ora e possa consentire di giungere ad un approccio pragmatico che consenta di ottenere riforme utili per il Paese. Purtroppo, nonostante i tanti sognatori, nonostante l'idea di un LP italiano tutto nostro continui ad affascinarci, bisogna prendere atto che in politica spesso le cose non vanno "come devono", ma "come possono". Mettiamoci in finestra e stiamo a guardare dunque, cercando il miglior modo possibile per ottenere quelle riforme che tanto desideriamo. Senza pregiudizi e blocchi ideologici, che tanto, come la mettiamo la mettiamo, nessuno in Italia è pronto a farsi in quattro per appoggiare un'ideologia così scomoda come quella liberale. 

Jinzo @ 12:02 | commenti (45)(popup) | commenti (45)
mercoledì, 14 novembre 2007 | in : politica, liberalismo, blogosfere

NeoLib Re-action

Credo che i tempi siano maturi affinchè NeoLib possa ritornare al progetto originario per cui tale rivista era stata concepita: creare un tavolo di dialogo tra tutti quei liberali che aspirano a governare nel centro-destra. Se qualche tempo fa l'individualismo e l'egoismo dei tanti esponenti del mondo liberale italiano ci avevano indotto a disperare, facendo ripiegare le nostre attenzioni sul movimento dei salmoni di Della Vedova, unico soggetto in grado di incidere con proposte autenticamente liberali sulla scena politica, oggi invece, grazie alla fondazione di Decidere.net, all'adesione ad esso di PLI, PRI, Movimento Libertario, ecc.... alle tante occasioni in cui tutti i laici ed i liberali si sono in questi ultimi mesi riuniti, all'uscita di Capezzone dalla attuale maggioranza, ebbene la speranza di poter unificare tutti quanti in un unico contenitore ricomincia a mostrarsi chiara all'orizzonte. Che si arrivi alla fondazione dell'ennesimo partitino dello 0,X, mi sembra del tutto inutile. Il contenitore di conseguenza non può che essere un network o una macro-associazione, che permetta di diffondere il liberalismo e consentire, in un modo o nell'altro, l'elezione di individui che sostengono idee liberali. Sotto la direzione di Gionata Pacor, dunque, NeoLib si proporrà di tessere la trama comune a tutti coloro che si riconoscono nelle idee del liberalismo ed aspirano a governare con il centro-destra, una rete su cui PLI, PRI, ML, RL, Decidere, ecc... possano muoversi e dar vita così ad un blocco di pensiero unitario.

Jinzo @ 09:01 | commenti (29)(popup) | commenti (29)
venerdì, 12 ottobre 2007 | in : conservatori, aborto, divorzio, eutanasia, liberalismo, talebani

La prima pietra

Attenzione: in virtù della confusione suscitata da questo post in alcuni lettori libertari ho ritenuto opportuno compiere delle modifiche. Da quanto scritto precedentemente sembrava che Rudy fosse un libertario. Invece non lo è. Rudy resta sempre un neocon; tuttavia, a noi libertari italiani fa comodo che vinca, per i motivi di laicità e modernizzazione della CdL illustrati nel post. 

Ron Paul non mi ha mai affascinato più di tanto. Per carità, le sue posizioni economiche altamente antistataliste e antitributarie lo rendono senza dubbio un candidato ottimale per la Casa Bianca, non solo per un libertario, ma anche per un comune repubblicano. Il fatto che Ron sia pro-life, inoltre, non costituisce assolutamente un problema, poichè, a differenza dei tanti talebani nostrani che si nascondono risibilmente dietro al liberalismo per proibire poi a destra e a manca, Ron Paul vorrebbe la destatalizzazione di qualunque aspetto che riguardi l'etica, con il confinamento di tutti questi temi nella sfera del privato. Posizione che direi senza dubbio equilibrata e condivisibile, quella di "privatizzare" l'etica. Ciò che tuttavia oscura la figura di Ron è costituito dalle sue posizioni anti-war che lo pongono al pari di un qualunque liberal: sembra infatti che anche lui parli, ahinoi, del petrolio iracheno come movente della seconda guerra del golfo. Ergo, come già ho ritenuto opportuno fare tempo fa, supporterò Rudy Giuliani. Non che sia un candidato libertario o abbia a che fare con il libertarismo, ci tengo a precisarlo per chiunque legga questo blog per la prima volta. L'unico candidato libertario alla casa bianca resta comunque Ron Paul. Ma a parte il fatto che quest'ultimo difficilmente potrà vincere, supporterò Rudy anche in virtù di quanto riportato oggi sull'Occidentale. Sembra che infatti Rudy Giuliani sia stato bacchettato dall’arcivescovo di St. Louis, Raymond Burke, che, a causa delle posizioni pro-choice del candidato repubblicano favorito, gli negherebbe il sacramento della Comunione. Inoltre, parte del blocco repubblicano cattolico non sarebbe intenzionato a votare il candidato Giuliani per evitare che un presidente abortista dissolva le fatiche che da anni stanno portando avanti. Dunque, come si può chiaramente capire, queste elezioni americane rappresentano per noi libertari una doppia sfida, la prima combattuta all'esterno del partito repubblicano, contro la sinistra e la socialdemocrazia dei liberals; la seconda all'interno, contro il moralismo bigotto dei christian conservatives. Dunque partiremo dagli USA per dimostrare al mondo che un'altra destra è possibile, una destra che non si inginocchia alle confessioni religiose, che si candida alla guida di un Paese sostenendo la libertà di scelta dell'individuo sempre e comunque. Una destra che non parla di famiglia avendone due alle spalle, che non espropria la proprietà del corpo ai malati, che non trova persone dentro le provette e che può dire "sì sono pluridivorziato e ho convissuto con amici omosessuali per mesi". Se Rudy dovesse vincere, dunque, in Italia sarebbero in parecchi a prenderselo nel guru. Noi ci auguriamo che ciò avvenga.

Forza Rudy.

Jinzo @ 14:56 | commenti (36)(popup) | commenti (36)
venerdì, 05 ottobre 2007 | in : politica, liberalismo, papisti, oggettivismo, filomeni

Libertari, marxisti, Ciccioline, Orsoline (pt.2)

Segue dal post precedente:

4) Preso atto del fatto che il libertarismo, come modello, non è un'utopia, cerchiamo di capire il punto da cui nascono tutte le critiche. Esattamente, il nocciolo del problema, che permette all'Occidentale di scrivere tutto ciò, è nel comportamento di molti libertari, che in maniera del tutto miope pretendono di applicare a forza "soluzioni anarcocapitaliste" a "problemi democratici". L'utopia non c'entra nulla, dunque. Trattasi solo di incommensurabilità dei rimedi con i problemi, fenomeno che porta spesso ad esprimere teorie quali quelle di Lew Rockwell e di antiwar.com. E' chiaro che fingere di essere in un regime anarcocapitalista è irrazionale, ma questo non rende il libertarismo un'utopia. Allora cosa propongono i libertari in sostituzione alla democrazia? Propongono la minarchia. Propongono uno stato minimo che permetta di adattare il modello anarchico alla realtà quotidiana. Propongono una serie di riforme che si possono fare, che sono possibili, a cominciare dai 13 punti di Decidere, che anche il movimento libertario sostiene attivamente. Con l'attenzione tesa al modello perfetto, semplicemente, approssimano per incastrarlo al meglio nel reale.

5) Questa critica alla strategia della libertà mi lascia un po' perplesso. Prima si accusano i libertari di non avere una soluzione alternativa alla democrazia applicabile in concreto. Poi, quando qualcuno pone la soluzione, parte subito l'accusa di costruttivismo. Insomma, non si capisce dove si vuole andare a parare.

Dunque, quest'articolo inizia con una critica al libertarismo nella quale vengono messi insieme Rand e Rothbard. Finisce a criticare solo l'anarcocapitalismo. Attacca prima tutti i libertari, poi ne salva la metà, rivalutando quelli che riconoscono lo stato (che chiama liberali, come Mises). Nel frattempo dà dei marxisti a tutti. Cerca di dimostrare che il libertarismo è utopia: nessun risultato. Chiede soluzioni ai libertari, le ottiene e poi li accusa di costruttivismo.

Insomma, avrete capito che ci troviamo di fronte ad una emerita schifezza.

Jinzo @ 13:16 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 05 ottobre 2007 | in : conservatori, liberalismo, coatti, papisti, oggettivismo, filomeni

Libertari, marxisti, Ciccioline, Orsoline (pt.1)

Se l'Occidentale a volte può stupirci, c'è da ammettere che in linea di massima fa vomitare. Il fatto è che quando si vuole fare cultura a partire dal "liberalismo sociale e cristiano" si è necessariamente inclini alla nemesi della puttanata gratuita, nonchè dell'idiozia a buon mercato. Logica capitalista e liberista, quella del mercato, ma me lo si lasci dire, bisogna sapersi districare nei cumuli di spazzatura che essa produce. E dunque mi capita di leggere un articolo sull'Occidentale, nel quale l'autore si propone di smontare la teoria libertaria, utilizzando tra l'altro i soliti e stravecchi somari da guerra di chi, da posizioni conservatrici, continua di giorno in giorno a rimpinzare la Bestia, per poi dare dell'idealista a destra e a manca. Liberty First per primo ha sollevato la questione, lanciando una contro-critica molto articolata. Tuttavia, questa volta, ritenendo il suo intervento un tantino insufficiente, due paroline, ma giusto due, le spreco anche io, più che altro perchè la sgangheratezza delle tesi sostenute dall'autore dell'articolo mi sembra vada ben oltre ciò che LF mette in luce.

Ebbene, l'attacco alla teoria libertaria si dipana seguendo queste direttrici:

1) Il libertarismo è utopia.
2) Il libertarismo è il marxismo rovesciato.
3) L'anarcocapitalismo non è mai stato una realtà storica.
4) I libertari non hanno alternative concrete alla democrazia.
5) I libertari sono costruttivisti rovesciati.


Cerchiamo di demolire questi quattro ronzini da battaglia:

1) Se per utopia si intende un qualcosa che non ha riscontro nella realtà del tempo, allora anche volare, nell'epoca di Leonardo Da Vinci, poteva essere considerato un'utopia. Attualmente però, nell'era dei concord, possiamo dire che volare non è utopia, ma realtà. Come avrete intuito, il fatto è che molta gente continua ad usare il termine utopia in modo del tutto truffaldino, ossia come sinonimo di "altamente improbabile se inquadrato nel contesto contemporaneo". Su questa confusione si fanno grandi i critici del libertarismo. Se si restituisse al termine "utopia" il concetto di "impossibile", allora effettivamente ci accorgeremmo tutti che il libertarismo non è affatto impossibile, è solo molto improbabile, nel nostro attuale contesto storico.

2) Che il marxismo sia un'utopia questo è chiaro. Già i fondamenti sono di natura del tutto religiosa, a partire dalla convivenza tra "assenza di sovrastrutture" e "potere alla collettività". Ma chi è che rappresenta la collettività se non una sovrastruttura? Insomma manco Marx aveva trovato la soluzione per questa contraddizione, come per tante altre che possiamo reperire leggendo i suoi scritti. Una società puramente marxista, di conseguenza, non potrà mai esistere. Gli esempi delle più brutali dittature comuniste, mostrano che il marxismo, per trovare una forma nel reale, non può che essere del tutto stravolto. Il libertarismo, al contrario, si fonda su presupposti logici che non prevedono alcuna contraddizione o follia di fondo. Descrive una società in cui i sentimenti di amore, solidarietà, fratellanza, giustizia sociale, ecc.... posti a fondamento della società marxista, possono anche non esistere. Il problema grave è come arrivare all'anarco-capitalismo.

3) L'anarchia islandese, come illustra David Friedman, mostra chiaramente che il libertarismo, oltre a non essere un sistema impossibile, è di fatto una realtà storica.

[Continua...]

Jinzo @ 13:05 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 01 ottobre 2007 | in : facezie, liberalismo, papisti, blogosfere, nazibucoliche

Piccoli papisti crescono

Se la vita è come una scatola di cioccolatini, la blogosfera non è da meno. Talvolta apri la prima pagina di Tocque-Ville e trovi questo post dell'Occidentale. L'Occidentale, non so se rendo l'idea. Cioè, trattasi di un evento paragonabile al fatto che un blogger notoriamente papista, che so io, Robinik, faccia un post in cui dà dell'ignorante al papa.

Ops...

Jinzo @ 11:14 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 26 settembre 2007 | in : politica, liberalismo, guru, capezzone, della vedova, deciderenet

Golconda

Sembra che durante la manifestazione di Decidere.net, del 22 settembre scorso, Daniele Capezzone abbia chiamato a parlare sul palco Benedetto Della Vedova definendolo "un grande amico con il quale poter tornare a lavorare presto insieme". Solo in quell'istante, a distanza di mesi, come illuminazione, mi è giunto di colpo chiaro il senso di quella che allora mi parve una delle più stratosferiche minchiate che il Guru riuscì a partorire, cioè l'Alternanza per l'Alternativa. Alla luce dei fatti, questa alternanza, quella prodiana, dello 0,1% in più, ha fatto capire a molti, Capezzone compreso, che semplicemente non c'è alternativa.

Jinzo @ 19:14 | commenti (27)(popup) | commenti (27)